PIANO TRIENNALE DELL'OFFERTA FORMATIVA


2019 -2022

ANNO SCOLASTICO 2020 – 2021

 

Piano Triennale

dell’Offerta Formativa

La nostra scuola dell’infanzia si prefigge di concorrere, definire e promuovere l’educazione integrale ed armonica del bambino/a, secondo una concezione dell’uomo come persona, in una visione cristiana della vita, nel rispetto del primario diritto educativo dei genitori e della pluralità delle loro prospettive valoriali.  

1) LEGITTIMAZIONE P.T.O.F.

PIANO TRIENNALE OFFERTA FORMATIVA  

Il collegio Docenti propone ed il Consiglio di Istituto approva il presente PIANO TRIENNALE OFFERTA FORMATIVA (PTOF) per gli anni scolastici 2019-2022 redatto ai sensi della Legge 107/2015 per la Scuola dell’Infanzia paritaria Suore Francescane.

Il Consiglio di Istituto 

ha approvato questo P.T.O.F. in data: 28.10.2020

Tenuto conto che il documento è suscettibile di eventuali modifiche in itinere, che saranno tempestivamente comunicate a tutti gli utenti, il presente documento viene adottato da questa Scuola dell’Infanzia.

2)L’IDENTITA’ DELLA NOSTRA SCUOLA

2a. LA NATURA GIURIDICA

La scuola dell’infanzia paritaria “Suore Francescane” di Forlì, con sede in Via Achille Cantoni 52, sorse nel 1885 ad opera delle Suore Francescane dell’Immacolata di Palagano (MO).

L’istituzione è registrata presso la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura R.E.A. di Forlì al n° 292255 nel Registro delle Persone Giuridiche Private n. 142 presso la Prefettura di Modena.

La nostra Scuola dell’Infanzia è censita al:

NCEU Fabbricati (o terreni): Foglio: 177, Mappale: 234, Categoria: B5.

(ALLEGATO: le planimetrie)

È costituita da un edificio realizzato in muratura tradizionale, disposto parte su 2 piani, sito nella zona centrale del Comune di Forlì, da cui ha accesso diretto; nella scuola vi sono inoltre macchinari, attrezzature, impianti, mobili e macchine d’ufficio, dettagliatamente elencati nell’inventario dei beni mobili ed immobili.

Gli impianti e gli ambienti sono in regola con le vigenti norme di sicurezza (legge 626) ed igiene (leggi 155/97). I bambini e tutto il personale sono coperti da polizza assicurativa.

2b. CENNI STORICI E CULTURALI

La scuola, nata nel 1885 col metodo Froebeliano “Giardino d’infanzia”, aveva, al suo nascere, tutto l’ambiente scuola sintonizzato con questo metodo pedagogico – didattico.

In seguito l’opera si è sempre più sviluppata: è cambiato il metodo, ma il suo carisma di scuola cattolica è stato e vuol essere la nota che qualifica il suo operato in mezzo ai bambini e alle bambine.

Da molti anni l’esperienza educativa si è sviluppata e si compie attraverso una trama di relazioni significative: insegnanti laici e religiosi, personale non docente, genitori e bambini.

Gli adulti dalla coscienza della loro identità e della bontà dell’esperienza che stanno vivendo, si offrono ai bambini come “guida attenta e discreta” nel cammino di crescita.

I bambini, invece, in forza della fiducia di base maturata nell’esperienza familiare, si aprono “all’avventura della conoscenza” di sé e del mondo, sicuri di potersi affidare ad una comunità di persone mature.

In questa prospettiva la scuola si affianca ai genitori e nella condivisione della loro responsabilità sviluppa la proposta educativa fedele alla sua originalità e alla dignità della persona del bambino.

La proposta educativa si sviluppa attraverso la cultura, di cui i percorsi formativi costituiscono l’articolazione quotidiana, concreta, intenzionale e congruente con l’età del bambino.

La scuola delle Suore Francescane è aperta all’inserimento e all’integrazione di bambini diversamente abili o con svantaggi (la scuola ha eliminato le barriere architettoniche e costruito un ascensore e servizi adeguati), alla multiculturalità e all’inserimento di bambini stranieri.

La visione cristiana dell’educazione pone come riferimento “Gesù Maestro”, che non cessa mai di educare a una umanità nuova e piena e dà fondamento e orizzonte alla vita.

Sull’esempio di San Francesco, la scuola vuole qualificarsi anche per quella particolare sensibilità che si traduce nell’amore per l’uomo in tutta la sua opera positiva e per la natura nella sua grandezza come opera del suo creatore. 

2c. SCUOLA FISM

La formazione e l'aggiornamento sono proposti da FISM FORLI’ – CESENA a Gestori, Coordinatrici, Insegnanti, anche in attuazione di quanto previsto dalla legge di parità scolastica n.62/2000, nonché la legge di "Riforma n. 107/2015.

La nostra scuola appartiene al Coordinamento provinciale pedagogico-didattico della rete delle scuole dell'infanzia, paritarie di ispirazione cristiana della provincia di Forlì - Cesena.

La Coordinatrice e le Docenti frequentano i corsi annualmente proposti per la formazione e l'aggiornamento pedagogico-didattico, compreso l'annuale aggiornamento per il mantenimento dell'idoneità di cui al decreto vescovile all'I.R.C., nonché i corsi inerenti le mansioni e funzioni inerenti la sicurezza dei Bambini e degli ambienti (primo soccorso, antincendio, sicurezza lavoratori, HACCP….)

3)LA CORNICE DI RIFERIMENTO PEDAGOGICO

3a. L’IDEA DI BAMBINO

“Essere educatori significa avere gioia nel cuore e comunicarla a tutti per rendere buona e bella la vita.”  (Benedetto XVI)

La nostra scuola opera scelte educative e didattiche indirizzate all’accoglienza, alla crescita del senso di responsabilità e allo sviluppo di tutte le dimensioni del bambino: etico – spirituale, corporea, cognitiva, espressiva, socio – relazionale, affettivo – emozionale.

Il bambino è un essere unico, originale, irripetibile, un essere che si può pensare, amare, curare, ma anche definire; un bene assoluto, portatore di bisogni, ma anche di doni.

La scuola riconosce e valorizza l’apertura del bambino, lo stupore di fronte a tutto ciò che vede, la sua curiosità e il desiderio di capire la realtà, nei suoi diversi aspetti e nelle sue relazioni.

L’obiettivo principale che la nostra scuola si propone è che il bambino prenda coscienza della realtà, cioè entri in un rapporto con le cose comprendendone i diversi linguaggi. Per questo motivo l’osservazione e l’ascolto rappresentano i punti centrali e qualificanti da cui partire con la progettazione e tutte le proposte didattiche sono centrate sull’esperienza concreta (con cose, situazioni, eventi, persone, sentimenti, emozioni) e sono legate alla sfera dell’autonomia, dell’identità e delle competenze. Il bambino gioca un ruolo attivo perché è protagonista.

C’è un bene per ogni bambino, a partire dal suo progetto di senso e dai suoi bisogni e c’è un bene assoluto che trascende la persona del singolo e che è il Bene per tutto l’umano, quello che è incarnato da Gesù Cristo e dal modello di uomo che Egli ci ha donato.

La nostra scommessa è partire da questo Bene, per declinarlo nella concretezza della persona del singolo bambino e dell’operato quotidiano.

La nostra scuola considera tutti i bambini e le bambine protagonisti del processo educativo, rispetta la loro identità, promuove lo sviluppo di tutte le loro esigenze materiali, culturali, psicologiche, spirituali e pone al centro del proprio operare i valori della vita, dell’accoglienza, della pace, del perdono.

La nostra scuola dell’infanzia si qualifica nella metodologia della Ricerca/Azione, attraverso la costante disponibilità a problematizzare e a porre in discussione le scelte educative attuate, è in costante divenire, in grado di proporre non solo attività curricolari attraverso progetti a scadenza annuale o pluriennale, ma anche di stimolare nei bambini il desiderio di apprendere e costruire atteggiamenti di apertura e di disponibilità verso altri modi di essere, di agire, di pensare.

Il bambino impara solo: da ciò che veramente lo attrae, lo commuove, lo incuriosisce; se si sente protagonista nell’avventura della conoscenza; se ha fiducia e rispetto verso la persona che gli insegna. Questa stima gli è trasmessa prima dai genitori, poi viene sperimentata personalmente nei rapporti a scuola, in un clima di serenità, di accoglienza e di amore.

Perciò l’attività ludica, libera o guidata, l’esplorazione del proprio corpo, degli oggetti, degli spazi, sempre e comunque in una buona relazione con gli altri (adulti e bambini), aiutano, più di ogni altra cosa, il bambino a crescere.

L’apprendimento avviene in un ambiente di mediazione dell’adulto tra il bambino e la realtà, in un contesto ricco di emozioni, azioni e significati, in cui il bambino sviluppa il pensiero, la capacità di porsi domande e la ricerca del senso di ciò che fa.

3b. L’IDEA DI SCUOLA

Lo stile dell’accogliere

L’ingresso alla scuola dell’infanzia costituisce l’inizio di un nuovo cammino, che vede il bambino il più delle volte alla sua prima esperienza nel sociale, in un nuovo ambiente e in relazione con persone che non appartengono al suo contesto familiare e nel quale si attiva quindi una nuova percezione dell’io.

La finalità essenziale della nostra scuola è assicurare il benessere dei bambini che la frequentano, inteso come accoglienza e cura educativa (identità, autonomia, sicurezza affettiva), apprendimento cognitivo (fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità, acquisizione di competenze) e relazionale (apertura agli altri, appartenenza al gruppo).

Solitamente, l’accoglienza pone le basi nella visita della nostra scuola e nell’assemblea con i genitori dei nuovi bambini iscritti in cui vengono fornite informazioni sul metodo educativo didattico, sull’organizzazione della scuola e sulle modalità dell’inserimento. Quest’anno a causa dell’emergenza sanitaria causata dal Covid19 queste informazioni  sono state divulgate alle famiglie dei nuovi iscritti attraverso un video girato dalle maestre e  inviato tramite email. I colloqui individuali insegnanti – genitori per una reciproca conoscenza e una prima raccolta d’informazioni relative al bambino e alla sua famiglia si sono svolti nell’ultima settimana del mese di agosto, nelle zone verdi della nostra scuola e con il dovuto distanziamento. Alcuni giorni prima dell’inizio dell’anno scolastico, si sono svolte le riunioni di sezioni nelle aree esterne della scuola, con il dovuto distanziamento, con la presenza del responsabile della sicurezza, per spiegare a tutte le famiglie il nuovo protocollo della sicurezza imposto dall’emergenza sanitaria per il Covid19.  

Il periodo dedicato all’accoglienza e all’inserimento non scandisce solo l’inizio dell’anno scolastico ma prosegue nella relazione quotidiana al momento dell’ingresso e dell’uscita, per rendere partecipe la famiglia di ciò che accade a scuola: progressi e avvenimenti che accompagnano la crescita.

Molto importanti, durante il periodo dell’accoglienza, sono la gradualità, la continuità e la pazienza.

L’inserimento avverrà per piccoli gruppi di bambini e con gradualità temporale ma con continuità; questo per permettere alle maestre di gestire con maggior cura l’accoglienza, per stabilire rapporti sereni, fiduciosi e collaborativi, e per porci come punti di riferimento affettivi e relazionali per i bambini e per i genitori.

La conoscenza reciproca bambino – maestra avviene gradualmente; con pazienza. La pazienza è una componente fondamentale dell’educazione, che non vuol dire “lasciar perdere” ma considerare tempi, esperienze, contesti che sono diversi per ogni bambino.

La scansione temporale della giornata presenta una struttura regolare e ricorsiva: la continuità di riferimenti, i riti e le routine aiutano i bambini a orientarsi nel tempo quotidiano, a creare legami, cioè a coltivare un legame affettivo che rende l’altro unico e necessario. Ci vuole tempo perché un bambino qualsiasi diventi l’amico più amico, perché l’adulto non sia più estraneo, perché il gruppo diventi significativo.

3c. IL RUOLO DELL’INSEGNANTE

La scuola richiede alle insegnanti di essere professioniste dell’insegnamento e quindi di aprirsi a confronti e aggiornamenti continui, considerando il rapido evolversi della società e delle normative.

Riteniamo indispensabile quindi:

· Rendere significative, sistematiche e motivanti le attività didattiche attraverso una progettazione flessibile, che implica decisioni rispetto a obiettivi, aree di conoscenza, metodi didattici.

· Collaborare con le colleghe in modo costruttivo; l’unità degli adulti è la prima condizione per l’educazione: significa avere unità di sguardi, corresponsabilità vissuta nei confronti dei bambini, avere a cuore le stesse cose, collaborare e lavorare insieme completandosi a vicenda, mettendosi in gioco, partendo sempre dal buono che c’è in ciascuno. Nella nostra equipe cerchiamo sempre di cooperare, di gestire in modo costruttivo i conflitti, di accogliere, di avere cura della memoria, di declinare la responsabilità in compiti dei quali bisogna rispondere, di costruire senso di appartenenza, di progettare il nostro lavoro e di imparare dall’esperienza.

· Nella modalità di progettare è fondamentale anche il sé dell’insegnante: cosa le piace, cosa vuole comunicare ai bambini e come lo vuole comunicare. 

· Avere sempre l’esempio di Gesù Maestro per lavorare con gioia e senso di missione; per avere chiara consapevolezza dei valori cristiani; per educare al confronto e alla capacità di mettersi in discussione. Infatti non si può aiutare un altro a crescere se non si è appassionati al proprio percorso di crescita.

· Essere ricercatrici incoraggianti, cioè aggiornarsi continuamente, mettersi in gioco, sperimentare, ricercare nuovi metodi e strategie rispettosi del bambino, avendo la consapevolezza che i bambini ogni anno sono diversi, figli di una società in continua evoluzione.

· Ascoltare il bambino e ricercare la comprensione dei suoi bisogni non solo fisici, ma anche emotivi, sociali e cognitivi.

· Curare la relazione col bambino e accompagnarlo nel suo percorso di crescita senza né spingerlo, né trascinarlo.

· Organizzare con l’aiuto dei bambini l’ambiente e un contesto ricco di stimoli;

· Organizzare tempi di apprendimento distesi e riconoscere a ciascun bambino il proprio tempo di apprendimento.

· Sostenere, guidare, stimolare, gratificare, offrire materiali, strumenti, sostegni pertinenti alle diverse esperienze e rendere il bambino regista dell’attività;

· Non sostituirsi al bambino.

· Modificare le dinamiche del gruppo per creare quelle condizioni favorevoli nelle quali tutti siano in grado di essere protagonisti.

· Focalizzare un problema aperto o rimasto in sospeso.

· Selezionare le informazioni.

· Aggiornarsi costantemente. Dal 1974 la scuola fa parte della Federazione Italiana Scuole Materne (FISM) e tutto il personale cura la propria preparazione e formazione attraverso corsi ed attività di aggiornamento che permettono di formare le insegnanti su nuove teorie educative, di renderle più consapevoli a livello pedagogico e di lavorare sulla loro dimensione personale e professionale. Il coordinamento pedagogico-didattico favorisce una consulenza e uno scambio di esperienze con altre scuole attraverso un itinerario di formazione comune. Le insegnanti partecipano ai corsi sulla sicurezza, antincendio, primo soccorso e igiene degli alimenti. La scuola si aggiorna attraverso l’attività editoriale FISM (“Prima i bambini” “Notizie FISM”), riviste e altre letture consigliate dal coordinamento che costituiscono una proposta culturale costante sul piano della professionalità del docente e dell’indirizzo educativo, sia per le persone impegnate nella gestione, sia per i bambini, sia per i genitori.

3d. MOMENTI SIGNIFICATIVI E DI FESTA DELLA NOSTRA SCUOLA

Le feste nella nostra scuola erano incontri ben preparati nella gioia e nella meraviglia, momenti organizzati, allestiti e significativi che permettevano di evidenziare identità della nostra realtà educativa e alla nostra tradizione cristiana. Erano per i bambini esperienze importanti per rafforzare il sentimento di appartenenza, consolidare le relazioni interpersonali, evidenziare l’identità di ciascuno, coinvolgere famiglie e nonni in una corresponsabilità educativa, condividere esperienze di gioia, di serenità, di solidarietà, di collaborazione, di divertimento tra i bambini, e tra bambini e adulti.

Purtroppo a causa dell’emergenza sanitaria per il Covid19 ogni festa e ogni tipo di assembramento sono momentaneamente sospesi.

4)DIMENSIONE SPIRITUALE E RELIGIOSA

4a. INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA

L’Insegnamento della Religione Cattolica (I.R.C.) è occasione di sviluppo integrale della personalità dei bambini, perché apre alla dimensione religiosa, promuove la riflessione sul patrimonio di esperienze di ciascuno e contribuisce a rispondere al bisogno di significato.

La Nuova Intesa sull’Insegnamento della Religione Cattolica nelle scuole pubbliche

(statali e paritarie) è stata firmata da CEI e MIUR il 28 giugno 2012 ed emanata con il DPR 175 del 20.8.2012, accompagnata dalla Nota del 6.11.2012 recante norme per l’esecuzione dell’Intesa.

L’I.R.C. è parte integrante del nostro Progetto Educativo secondo il dettato della L.62/2000 e deve essere accettato da chi sceglie di iscrivere i propri figli nella nostra scuola dell'infanzia paritaria, inteso come momento culturale alla portata di tutti i bambini della sezione.

L’I.R.C. concorre alle esigenze sollecitate dai mutamenti della società sempre più multietnica e multi religiosa e va ricordato, ancora una volta, che stiamo parlando di qualcosa che riguarda l’essenziale della nostra proposta educativa, propria ed identitaria delle scuole dell’infanzia cattoliche o di ispirazione cristiana.

Nella scuola, che nel tempo è andata gradualmente cambiando, sollecitata dalle trasformazioni di nuovi modelli culturali, si è sviluppato un costante impegno per rendere l’I.R.C. sempre più efficace e adeguato.

L'I.R.C. viene svolta in ogni sezione dalle Docenti titolari di sezione idonee all'IRC, come da decreto rilasciato dell’Ordinario Diocesano di Forlì Bertinoro. 

4b. VALENZA EDUCATIVA DELL’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA.

«La scuola dell’infanzia concorre all’educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale delle bambine e dei bambini» (L. 53/03, art. 2e); essa fa parte del “sistema educativo di istruzione e formazione”, il quale prevede per i suoi principi i criteri direttivi, anche “il conseguimento di una formazione spirituale e morale” (art. 2b).

Le insegnanti ritengono utile approfondire un aspetto importante e distintivo per il loro modo di intendere la componente religiosa all’interno della prassi educativa. Il carisma francescano e il sentirsi parte di una grande Chiesa comune ci permette e invoglia ad infondere la “Buona Novella” in svariati ambiti esperienziali, consapevoli del forte impatto emotivo e cognitivo sui bambini che già vivono in un clima improntato sulla gioia di conoscere ed accogliere Gesù. L’intento è quello di curare e nutrire l’interezza della personalità del bambino, considerando i suoi bisogni primari e profondi, quali: la cura della spiritualità e moralità che risiedono in ciascuno di noi. La naturale apertura al Mistero, al Sacro, al Vero, al Buono di cui sono portatori i bimbi sollecita a strutturare esperienze ed attività che includano una visione della realtà orientata alla cristianità.   Nella nostra scuola non è necessario aspettare Natale o Pasqua per parlare di Dio. Una semplice uscita in mezzo alla natura, un gesto di amicizia, una coccola con la maestra, una scoperta portentosa, permettono sempre di incontrare e amare ancora di più Gesù e la nostra tradizione religiosa.

L'identità cattolica emergere chiaramente:

· Nell’Attestazione della Sacra Congregazione, nel Progetto Educativo, nel PTOF;

· nella proposta culturale;

· nella testimonianza personale di tutta la Comunità Educante.

Questa identità viene condivisa con i Genitori che scelgono una scuola di ispirazione cristiana.

L'I.R.C. nella nostra scuola dell'Infanzia viene proposta per almeno 60/65 ore annue da insegnanti che hanno l’IDONEITA' all'I.R.C. rilasciata dal Vescovo di Forlì/ Bertinoro.

5) IL COINVOLGIMENTO DELLE FAMIGLIE

5a. IL PRIMATO DELLA FAMIGLIA

La scuola riconosce il valore della famiglia come luogo originale e primario dell’educazione del bambino. Pertanto promuove la continuità scuola – famiglia nella prospettiva di una corresponsabilità nel compito educativo, ognuna nei diversi ambiti specifici. Attraverso la condivisione, il dialogo e il confronto sulle scelte educative, in una prospettiva formativa, la scuola aiuta la famiglia a riscoprire la propria tradizione educativa, valorizzando l’esperienza familiare e sostenendo i genitori nel loro primario diritto-dovere di educare i figli.

L’esperienza vissuta in questi anni da noi insegnanti, con la collaborazione delle coordinatrici pedagogiche e dei genitori rappresentanti d’Istituto, hanno fatto emergere questa riflessione: la fatica di educare è un’avventura per cui vale la pena di spendere il meglio di sé, come educatori e come genitori; solo accettando di viverla si scoprono le immense possibilità di gioia e di crescita.

5b. ALLEANZA SCUOLA DELL’INFANZIA E FAMIGLIA

Nella nostra scuola dell’infanzia è necessaria e irrinunciabile:

- la condivisione della proposta educativa;

- la collaborazione e cooperazione con la famiglia.

Sono queste le condizioni essenziali per sviluppare le potenzialità di ogni bambino.

Collaborare e cooperare comporta:

- condividere le finalità;

- dividere i compiti senza creare separazione tra le due agenzie;

- assumersi le proprie responsabilità.

La famiglia è la sede primaria dell’educazione dei propri figli, è l’ambiente dove il bambino impara a vivere e a stare di fronte alla realtà.

All’ingresso nella scuola dell’infanzia ogni bambino porta una sua storia personale che gli consente di possedere un patrimonio di conoscenze e atteggiamenti. È fondamentale quindi costruire una continuità educativa e un’alleanza con la famiglia, condividendo le finalità ed il progetto educativo e al tempo stesso, attuare e valorizzare la divisione dei compiti senza creare separazioni, ma vivendo la corresponsabilità educativa.

Le finalità dell’alleanza scuola-famiglia:

  • aiutare i genitori a chiarirsi e a porsi interrogativi fondamentali per cercare soluzioni adeguate alla realtà di sé e del proprio bambino;
  • rendere ogni momento di incontro tra genitori occasione per cercare di fare luce sui bisogni dei bambini, di confrontarsi, di motivarsi, di costruire percorsi con l’aiuto di consulenti esterni e/o interni;
  • muoversi in un’ottica di prevenzione dei disagi nella relazione educativa, promuovere il coinvolgimento dei genitori che appaiono più in difficoltà;
  • creare un clima di libero scambio, di riflessione, di collaborazione;
  • realizzare un’autentica continuità orizzontale fra scuola e famiglia, contribuendo al miglioramento della qualità della vita di tutti i bambini.

Il rapporto scuola - famiglia viene mantenuto anche attraverso lettere/ email consegnate o inviate periodicamente ai genitori, nelle quali si comunicano e si motivano le esperienze didattiche che verranno proposte ai bambini nei vari periodi dell’anno.

5c. Il PRIMO COLLOQUIO INDIVIDUALE

Consapevoli che ogni bambino ha una storia personale profonda e significativa, le docenti incontrano i genitori dei nuovi bambini iscritti a fine agosto o nei primi giorni di settembre (con il giusto distanziamento e nelle zone verdi della scuola)  per meglio conoscere nello specifico il bambino.

Il primo colloquio è importante innanzi tutto per fondare il rapporto di fiducia tra gli adulti che dovranno condividere la responsabilità educativa del bambino, anche se con ruoli diversi e ben definiti. Il colloquio non avviene per misurare gli apprendimenti pregressi, né per valutare la capacità educativa dei genitori, ma avviene per ascoltare. Per questo motivo si predilige impostare il colloquio con domande aperte che permettano ai genitori di affrontare il tema nel modo che preferiscono e di sviluppare gli argomenti come e quanto desiderano. Il colloquio è solo un primo momento di conoscenza e di rapporto che andrà sviluppato e approfondito durante l’inserimento e durante gli anni di frequenza del bambino.

5d. COLLOQUI INDIVIDUALI GIORNALIERI

Riteniamo importanti anche i colloqui giornalieri. Ai genitori chiediamo di comunicare i cambiamenti significativi, le piccole informazioni necessarie per affrontare la giornata a scuola.

Le insegnanti, durante la riconsegna, raccontano brevemente i momenti significativi per il bambino durante la giornata appena trascorsa. Vista la necessità di ottemperare alle norme anti covid19 e quindi l’impossibilità di soffermarsi nei locali interni della scuola a parlare a lungo con i genitori, le maestre hanno deciso di inviare periodicamente ai genitori, attraverso le liste brodcast, video, notizie  o immagini relativi alla vita scolastica.

Nel caso in cui ci fosse bisogno di approfondire questioni particolari o affrontare situazioni problematiche, sia il genitore che l'insegnante possono richiedere un colloquio individuale (che si svolgerà nella stanza adibita ai colloqui). È fondamentale, infatti, non parlare con il bambino presente, come se non ascoltasse o non capisse.

5e. I COLLOQUI INDIVIDUALI DURANTE L’ANNO

Oltre al primo colloquio di conoscenza del bambino, durante l’anno scolastico le docenti insieme ai genitori riflettono e si confrontano sulla crescita del bambino a scuola ed individuano attenzioni e strategie educative atte a promuovere lo sviluppo del bambino. Le insegnanti esporranno in bacheca il calendario dei colloqui individuali on line o nelle zone verdi della scuola a debita distanza.

5f. ASSEMBLEA DI SEZIONE

L’Assemblea di sezione è composta dalle insegnanti di sezione e dai genitori dei bambini componenti la sezione.

L’Assemblea di sezione si riunisce due volte all’anno per: trattare problemi inerenti i bambini della sezione; presentare e discutere il programma; fare un resoconto del lavoro svolto e delle mete raggiunte; determinare i momenti e gli spazi della collaborazione insegnanti – genitori. . In questo anno scolastico, le riunioni di sezione si svolgeranno on line o nelle zone verdi della scuola, a debita distanza.

5g. CONSIGLIO D’ISTITUTO

È composto dalle insegnanti della scuola, dalla coordinatrice didattica, dai genitori rappresentanti eletti in numero pari al personale insegnante e dal gestore.

Il Consiglio d’Istituto dura in carica tre anni e viene eletto secondo le analoghe modalità previste dalle scuole statali; esprime al proprio interno un Presidente e un Vicepresidente che dovranno essere genitori; le dimissioni o la non re iscrizione dei figli alla scuola determinano l’automatica decadenza del genitore eletto negli organi collegiali che verrà sostituito dal primo dei non eletti; nel caso di mancanza di sostituti verranno indette elezioni suppletive per il periodo di residuo di durata in carica del Consiglio.

Il Consiglio d’Istituto ha i seguenti compiti: deliberare sulle varie attività, sull’organizzazione e sul funzionamento interno della scuola; amministrare tutti quei titoli economici che la legislazione vigente (e le sue norme applicative) prevede di competenza della famiglia; verificare e stimolare il lavoro comunitario del personale insegnante; suggerire e ratificare gli atti del Presidente e gestire rapporti con le strutture educative cattoliche e con gli Enti Pubblici. In questo anno scolastico, le riunioni del Consiglio d’Istituto si svolgeranno on line o nella zona verde a debita distanza.

5h. “IL CANTICO”

ASSOCIAZIONE GENITORI E AMICI SUORE FRANCESCANE FORLI’

Il Cantico è un’associazione di Promozione Sociale di genitori, senza scopo di lucro ed è finalizzata a dare sostegno alla Scuola dell’Infanzia delle Suore Francescane di Forlì.

Fine principale è quello di mettere a disposizione Servizi e Risorse, sostenendo Progetti Annuali ed attività didattiche complementari a quelle gestite direttamente dalla scuola.

Il Cantico promuove lo sviluppo, in collaborazione con le istituzioni e il corpo docente, di progetti sempre più ambiziosi di sostegno e crescita della scuola.

L’Associazione si auto-finanzia attraverso le quote Associative e con le donazioni che Enti, Banche e Ditte private vogliono elargire per la realizzazione di attività inerenti ai fini istituzionali.

L’Associazione si propone di creare “cultura, opinione e progetti” con la promozione di dibattiti, convegni, seminari su argomenti inerenti o affini alle finalità dell’Associazione.

Si propone di ricercare e rendere agibili opportunità e risorse negli ambiti: del Sociale, delle case Famiglie delle Suore Francescane in Madagascar, del tempo libero, del lavoro, della scuola, della famiglia; di collaborare con enti pubblici o privati, associazioni, cooperative, preposti ad operare ed a svolgere ricerche in settori pertinenti dell’associazione; di promuovere formazione, informazione, iniziative di scambio nazionali ed internazionali e di collegamento su temi dell’associazione per i propri soci e in collaborazione con gli organi istituzionali competenti. In questo anno scolastico, le riunioni dell’Associazione “Il Cantico si svolgeranno on line ed ogni proposta verrà attuata nel rispetto delle norme anti covid19.


6)
LE RISORSE UMANE

6a. LA COMUNITA’ EDUCANTE

Cognome e Nome      Incarico


Anceschi Anna

Delegata dalla Legale Rappresentante

Personale non docente

Anceschi Anna

Amministrazione


Marcolini Giovanna

Portineria


Magnani Enrichetta

Portineria  


Briccolani Roberta

Cuoca


Zoli Nadia

Cuoca


Rigoni Raffaella

Bambinaia sezione 3 anni - Pulizie

 

Minganti Sonia

Coordinatrice didattica –  sorveglianza bambini -   segreteria

Personale docente

Mangelli Claudia

Insegnante sezione 5 anni


 Scaliotti Monica

Insegnante sezione 5 anni

 

Pistocchi Lara

Insegnante di sostegno, sezione 5 anni

 

Savini Simona

Insegnante sezione 4 anni

 

Petruzzo Maria Chiara

Insegnante sezione 4 anni

 

Vermiglio Elena

Insegnante sezione 3 anni

 

Zampighi Francesca

Insegnante sezione 3 anni

 

Corradin Laura

Educatrice

Personale della sezione

Manuzzi Elisa

Educatrice

primavera

6b. DIRIGENTE SCOLASTICO – LEGALE RAPPRESENTANTE.

Il dirigente scolastico è colui che esercita funzioni direttive nell’ambito della scuola dell’infanzia paritaria, assumendo le responsabilità amministrative, civili e, in caso di violazione delle norme, anche penali.

Nella nostra scuola dell’infanzia la dirigenza gestionale fa capo al “legale rappresentante / gestore” della scuola.

6c. LA COORDINATRICE DIDATTICA

La coordinatrice didattica senza insegnamento, Minganti Sonia, è la persona che, nell'ambito della scuola, coordina le attività didattiche, esercita e consolida un ruolo di raccordo tra la dirigenza, le insegnanti e la coordinatrice pedagogica, allo scopo di condividere ed attuare la Proposta Educativa della scuola ed ottenere i risultati attesi ed esplicitamente dichiarati nel Piano dell'Offerta Formativa.

6d. IL COLLEGIO DOCENTI

È formato da tutte le insegnanti della scuola e dalle educatrici di sostegno, è convocato e

presieduto dalla Coordinatrice didattica, si riunisce una volta ogni quindici / venti giorni in orario extrascolastico, per l’elaborazione della programmazione annuale e la valutazione  della stessa, per il confronto con la coordinatrice pedagogica, per la revisione del POFT, per esaminare i casi di alunni in difficoltà, scegliere i piani di formazione, elaborare il calendario delle attività extracurricolari, formulare ipotesi e idee da presentare al Consiglio di Istituto per stabilire e mantenere contatti con il territorio. È redatto un verbale per ogni incontro.

6e. LA COORDINATRICE PEDAGOGICA

Il ruolo della pedagogista pedagogica Fism, Liverani Michela, consta nell’ offrire sostegno alle insegnanti rispetto alla realizzazione di progettazioni didattiche, di progetti specifici per bambini in difficoltà, nella consulenza pedagogica per le famiglie cercando di stimolare la genitorialità. Questa figura professionale si propone di qualificare ogni scuola che coordina proponendo idee e progetti all’ avanguardia nell’ ottica di creare una rete col territorio ed una scuola di comunità educante.

6f. IL CASELLARIO GIUDIZIALE

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 22 marzo 2014, è stato pubblicato il Decreto Legislativo

n. 39 del 4 marzo 2014, in vigore dal 6 aprile 2014, con il quale è stata recepita in Italia la Direttiva 2011/93/UE, che riporta disposizioni in merito alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento dei minori.

L’aspetto rilevante per i datori di lavoro riguarda l’obbligo di richiedere il certificato penale

del casellario giudiziale a tutti i soggetti che svolgono attività professionali che prevedono un contatto con i minori, al fine di verificare l’esistenza o meno, in capo al lavoratore, di condanne per i reati contro i minori previsti dal codice penale (art. 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quinquese 609-undecies).

1) L’INCLUSIONE

7a. UNA SCUOLA INCLUSIVA CHE ACCOGLIE E VALORIZZA

La nostra scuola:

· “È scuola inclusiva, cioè capace di vera accoglienza dove si impara a vivere con le differenze e le diversità perché, il rispetto, la partecipazione e la convivenza non sono solo parole, ma essenza stessa della nostra scuola”.

· Accoglie “le diversità, come una ricchezza per valorizzare e promuovere l’identità personale e culturale di ciascuno”.

7b. LE DIVERSE ABILITÀ E SGUARDO INTERCULTURALE.

La nostra è una scuola inclusiva, c’è l’esperienza delle diversità e in quanto tale offre a tutti i bambini esperienze per imparare a commisurarsi con l’uguale / diverso da sé; uguale in quanto a diritti universali, diverso in quanto ad abilità, lingua, costumi. Solidarietà, confronto, valorizzazione rappresentano i nostri atteggiamenti per una concezione di cittadinanza multiculturale in cui i bambini si commisurano nei colori, nelle forme, nelle lingue e negli sguardi.

L’adulto riconosce e valorizza le diverse situazioni individuali e culturali presenti nella scuola e sa accettare la sfida che la diversità pone, mettendosi in relazione con la complessità dei nuovi modi di apprendere, sperimentando, riorganizzando e reinventando i propri saperi e le proprie competenze.

L’adulto valorizza la diversità di ogni bambino e fa sì che questa sia una ricchezza per il gruppo, crea le condizioni affinché ogni bambino possa mettersi alla prova, confrontarsi, prendere iniziativa, esplorare e progettare.

Il metodo di insegnamento-apprendimento tiene presente i bisogni e i desideri di ogni bambino e valorizza le risorse di cui ogni persona è portatrice.

Inoltre la continua presenza di almeno due insegnanti sulla medesima sezione garantisce una molteplicità di modelli di riferimento e di esperienze atti a soddisfare i bisogni di crescita di tutti e di ciascuno, anche attraverso la progettazione di piani didattici personalizzati, e permette di lavorare anche suddividendo la sezione in piccoli gruppi favorendo così la partecipazione attiva anche di bambini timidi, introversi, bisognosi di più attenzioni.

Particolare attenzione viene data ai bambini diversamente abili.

La scuola tiene presente il bisogno del bambino diversamente abile organizzando una corretta assistenza, ma, soprattutto, guardando ai suoi diritti: il diritto ad essere accolto, valorizzato, amato; il diritto a vivere in modo diverso gli stessi diritti di tutti gli altri bambini; il diritto ad essere messo in condizione di dare il meglio di sé stesso; il diritto a trovare risposte ai suoi bisogni educativi speciali; il diritto a sentirsi uguale e diverso.

Per questo accanto alle attività in sezione, si prevedono attività sia nel piccolo gruppo, sia individuali con il sostegno dell’insegnante di sezione per offrire proposte personalizzate e individualizzate sulla base degli effettivi bisogni educativi.

Per ciascun bambino diversamente abile la scuola provvederà ad avere la diagnosi clinica e funzionale e il verbale di accertamento dell’ASL ed alla luce di questi documenti, in collaborazione con la famiglia e con gli specialisti del servizio territoriale di Neuropsichiatria infantile, predispone il profilo dinamico funzionale (PDF) da cui discende il Progetto Educativo Individualizzato (PEI). Quest’anno a scuola sono presenti due bambini con certificazione e PEI: M.C. e I.R.

La Scuola pone attenzione anche ai bambini con Bisogni Educativi Speciali (BES): Bambini disabili; bambini con disturbi specifici di apprendimento (DSA); Bambini con deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, dell’attenzione e iperattività; svantaggio sociale e culturale; difficoltà derivanti dalla appartenenza a culture diverse.

Al bisogno, con l’utilizzo di supporti osservativi e di esperti, si costruisce un Piano Didattico Personalizzato (PDP) per favorire lo sviluppo del bambino comprendendo e supportando i suoi bisogni specifici.

Nella scuola è presente l’ascensore.

2)L’AMBIENTE DI APPRENDIMENTO

L’organizzazione degli spazi è un momento pedagogico. Gli spazi si presentano accoglienti e ben organizzati, governati da regole chiare che tutelano la sicurezza degli alunni e danno punti di riferimento, belli perché non impersonali, da rispettare e conservare con ordine, invitanti per fare esperienze di apprendimento e per favorire le relazioni.

8a. GLI SPAZI DELLA NOSTRA SCUOLA

Piano terra: ingresso via Cantoni per la sezione dei 4 anni, portineria; ingresso via Orsini per le sezioni dei 2,3,5 anni; ufficio gestore; zona pre e post scuola per i bambini di 4 e 5 anni (zone differenziate); pre e post scuola sezione Primavera; aula pausa maestre; bagni sezione 2 e 4 anni; ascensore; cucina; sezione 3 anni con relativi bagni; scaletta interna; scalone; giardino suddiviso in 4 aree.

Primo piano: sezione Primavera; seconda sezione; terza sezione; servi igienici per i bambini di 2,4,5 anni; segreteria; spogliatoio maestre; bagno maestre; stanza COVID.

8f. SEZIONE PRIMAVERA

La Sezione Primavera si presenta come luogo formativo in cui il bambino può testare le molteplici possibilità di scambio, di costruzione di piani di azione e di soluzioni di conflitto,

adattandosi alla nuova realtà che lo circonda, recando il proprio apporto personale.

L’ambiente deve essere meditato ed elaborato per il bambino, luogo dove niente è dato al caso ed all’improvvisazione o improntato al mero intrattenimento, dove gli spazi si strutturano secondo le esigenze espresse dai bambini.

Tutta l’azione educativa è intenzionalmente e razionalmente progettata sulla base dell’osservazione sistematica dei processi che portano il bambino ad agire, per arrivare a creare:

clima relazionale e affettivo; rapporto tra cura educativa e apprendimento; stimolazione di tutte le attività cognitive del bambino; promozione di occasioni per lo sviluppo della socialità; sviluppo progressivo dell’autonomia del bambino.

Ogni attività comprende insieme l’area cognitiva, espressiva, socializzante e comunicativa; l’organizzazione di queste è flessibile sulla base delle esigenze e dei bisogni che emergono nella quotidianità. Tra le attività proposte:

·         Il gioco libero.

·         L’ascolto e l’animazione.

·         L’ascolto e la memorizzazione di filastrocche e poesie per le varie occasioni.

·         Degustazione e conoscenza dei vari alimenti.

·         Osservazione e sperimentazione dell’attività di semina.

·         Utilizzo della tecnica della digito-pittura per le varie attività.

·         Scoperta e percezione del proprio corpo attraverso l’attività motoria.

·         Osservazione senso-percettiva di tutto ciò che lo circonda.

·         Utilizzo ed ascolto dei vari strumenti musicali.

Le dinamiche di socializzazione sono sostenute dall’esperienza del e nel gruppo dei pari:

con loro il bambino si confronta, si identifica, acquista fiducia nelle proprie azioni e acquista il consenso da parte dell’educatore che gli esprime fiducia nelle proprie capacità. Il bambino, al suo ingresso nella comunità educativa, ha già delle competenze sociali sulle quali è possibile costruire esperienze rivolte a:

·         Promuovere occasioni per lo sviluppo della socializzazione.

·         Alimentare e rafforzare legami di amicizia.

·         Accettare gli altri e aiutarsi reciprocamente.

·         Collaborare nella realizzazione dei progetti.

Le attività che concorrono al raggiungimento dei suddetti obiettivi sono:

·         condivisione di un giocattolo;

·         giochi con regole a gruppi, a coppie, individuali, collettivi;

·         attività di manipolazione con materiale duttile per la realizzazione di semplici oggetti;

·         realizzazione di addobbi per le varie ricorrenze;

·         attività di pittura in gruppi;

·         organizzazione di vari angoli per giochi di finzione;

·         memorizzazione di canti e filastrocche per ogni occasione.

8g. SCUOLA DELL’INFANZIA (3 - 6 anni)

La vita di relazione all’interno della Scuola dell’Infanzia, si esplica attraverso varie modalità:

Il gruppo sezione (età omogenea) rappresenta un punto di riferimento stabile per tutto l’anno scolastico.

All’interno della sezione si sviluppano relazioni di amicizia, di cura, di solidarietà e cooperazione e si creano le condizioni per il raggiungimento delle finalità educative.

Nella scuola sono attive 3 sezioni omogenee: sezione tre anni con 30 bambini, sezione 4 anni con 29 bambini, sezione 5 anni con 30 bambini.

Momenti di intersezione: Sarà importante curare la relazione “a distanza” fra i gruppi di bambini che sono presenti a scuola ma che non possono incontrarsi tra di loro. I bambini sanno che la scuola è abitata anche da altri compagni ed è quindi fondamentale che le insegnanti tengano conto di questo nella progettazione e che facilitino il pensiero verso gli altri. Potrebbero esserci ad esempio – sempre nel rispetto delle norme igieniche – scambi di materiali tra un gruppo e l’altro (video, foto, elaborati, audio). Un progetto avviato in un gruppo potrebbe così essere integrato da un gruppo diverso, anche attraverso lo scambio di consigli e suggerimenti.

Le attività. Nel progettare le esperienze sarà importante pensare a come tutelare l’interazione immaginando e progettando attività che, anche se agite mantenendo la distanza fisica tra bambini, custodiscano la dimensione relazionale, di gruppo e di scuola.

Le attività di sezione e intersezioni quindi devono essere progettate attentamente in equipe. Sono le attività di intersezione che garantiranno ancora di più l’unità dell’equipe; fondamentale il Collegio Docenti.

È fondamentale quindi in questo anno scolastico la “creatività pedagogica”(i talenti delle maestre/bambini): scelte innovative da condividere tra scuole, coordinatrici e insegnanti, attraverso il confronto e la raccolta di esperienze significative, descritte e documentate (strumenti, metodologie, osservazioni... le fasi di progettazione dei giochi o delle attività proposte in modo che tutto il gruppo insieme, attraverso il confronto, possa collaborare; … progettare esperienze in modo che possano essere proseguite in tempi – e anche luoghi – differenziati; … curare la continuità tra le esperienze).

Il tempo nella scuola è opportunità per l’apprendimento; permette momenti di proposta da parte dei docenti e i tempi “lunghi di rielaborazione da parte dell’alunno.

Il tempo, nella sua scansione annuale - settimanale - giornaliera è la prima risposta alla domanda di educazione.

La scansione temporale della giornata scolastica presenta una struttura regolare e ricorsiva; la continuità di riferimenti e rituali aiutano i bambini ad orientarsi nel tempo quotidiano. La routine quotidiana e i riti della giornata aiutano i bambini a cogliere la scansione del tempo scolastico differenziandolo da quello familiare, attraverso il vissuto personale e comunitario. Ciò permette al bambino di anticipare ciò che accadrà rendendolo sicuro e tranquillo e favorisce lo sviluppo graduale del sentimento di appartenenza che è alla base della maturazione dell’identità, lo sviluppo dell’autonomia, delle competenze e della cittadinanza.

8i. TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO – D. Lgs. 81/2008 integrato D. Lgs 106/2009

Con il D. Lgs. 3 agosto 2009 n. 106 – integrativo e modificativo del D. Lgs. 81/2008 – viene confermato il dovere da parte del datore di lavoro di assicurare a ciascun lavoratore la formazione adeguata e sufficiente in materia di sicurezza.

Anche i dirigenti e i preposti devono ricevere un’adeguata e specifica formazione ed un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti.

La formazione (effettuata da persona esperta e, di norma, sul luogo di lavoro) è stata compiuta presso Iscom – Cesena.

Viene inoltre dato un peso ancor più rilevante al Preposto (persona che sovrintende all’attività lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute) per il quale è stata effettuata una formazione, specifica e periodicamente aggiornata, in materia di:

·         principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;

·         definizione e individuazione dei fattori di rischio;

·         valutazione dei rischi;

·         individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione.

Dopo quanto premesso, in attuazione del D. Lgs. 81/08 integrato col D. Lgs. 106/09, la

scuola ha provveduto alla frequenza si una serie di corsi previsti dalla legge, per il Legale

Rappresentante in qualità di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), alla Coordinatrice in qualità di Dirigenti o Preposti, al personale addetto all’Antincendio, al Pronto Soccorso, ecc.

A scuola è presente un defibrillatore e tutte le insegnanti hanno partecipato al corso esecutore rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione (BLSD) in età adulta e pediatrica (FULL D).

Presente a scuola il Documento di Valutazione Rischi.

3)CONTINUITA’ VERTICALE

9a. PROGETTI DI CONTINUITA’ EDUCATIVA:

NIDO – SCUOLA DELL’INFANZIA – SCUOLA PRIMARIA

La nostra scuola cura l’attività educativa e formativa in continuità verticale: nido e scuola primaria.

Per favorire il passaggio dei bambini dall’asilo nido alla scuola dell’infanzia, la nostra scuola prevede colloqui telefonici o in presenza, a debita distanza e con mascherina o nelle zone all’aperto, con le Educatrici degli asili nido per uno scambio di informazioni circa le storie dei bambini.

I bambini iscritti alla nostra sezione Primavera accedono alla prima sezione della nostra scuola dell’infanzia mantenendo le stesse insegnanti di sezione.

Per favorire il passaggio dei bambini della Scuola dell’Infanzia alla Scuola Primaria, la nostra scuola prevede momenti di dialogo tra docenti delle due istituzioni ( nel rispetto delle norme anti COVID19) e la compilazione delle schede per il  passaggio di informazioni relative al bambino. In tali occasioni le maestre della Scuola dell’Infanzia consegnano il profilo globale del bambino alle insegnanti della Scuola Primaria.

In questo anno scolastico si seguiranno le indicazioni nazionali anticovid-19.

4)CONTINUITA’ ORIZZONTALE

10a. UNA SCUOLA CHE SI RAPPORTA CON IL TERRITORIO

La nostra scuola dell’Infanzia paritaria dimostra un particolare interesse nei confronti del territorio e della comunità per promuovere sia il senso di appartenenza, sia la partecipazione attiva nell’ottica di una cittadinanza che supera i confini territoriali, è aperta al futuro e ai cambiamenti e si fonda sul rispetto reciproco, sulla convivenza, sulla collaborazione e cooperazione.

La prospettiva culturale verso la quale si tende è quella di una effettiva realizzazione di un sistema integrato con le opportunità formative presenti sul territorio.

La nostra scuola favorisce oltre che l'essenziale alleanza educativa con la famiglia, anche la collaborazione con le scuole Fism, la Diocesi di Forlì Bertinoro, la Parrocchia, la Biblioteca, il Museo, i Servizi Sociali, il Comune di Forlì , artisti ed artigiani locali, Fattorie didattiche, iniziative comunali ……

In questo anno scolastico si seguiranno le indicazioni nazionali anticovid-19.

11) NOTE INFORMATIVE/ ORGANIZZATIVE

L’organizzazione dell’ambiente di apprendimento, in conformità con le vigenti norme anti covid19,  fa riferimento al DVR redatto da Gloria Guidelli, responsabile della sicurezza.

11a. LA GIORNATA SCOLASTICA TIPO

Verrà mantenuta l’unità dei gruppi sezione con le relative maestre di riferimento; ogni sezione avrà a disposizione due aule comunicanti.

SEZIONE PRIMAVERA (2 ANNI):

8,00 -8,30 ingresso sez. primavera Tartarughe (via Orsini)

12,30 -12,45 prima uscita sez. Tartarughe, dopo il pranzo (via Orsini)

15,30 -15,45 seconda uscita, dopo il riposino pomeridiano, sez. Tartarughe (via Orsini)

Dalle ore 7,30 alle ore 8,00 sarà attivo il servizio di Pre-scuola (solo per entrambi i genitori che hanno comprovate esigenze lavorative dimostrabili con certificati dei datori di lavoro). Da Via Orsini.

Dalle 15,45 alle 16,30 sarà attivo il servizio di post - scuola (solo per entrambi i genitori che hanno comprovate esigenze lavorative dimostrabili con certificati dei datori di lavoro). Da Via Orsini.

SEZIONE STELLE (3 ANNI)

8,30 – 9,00 ingresso sez. Stelle (via Orsini)

12,45-13,00 prima uscita sezione Stelle, dopo il pranzo (via Orsini)

15,45 -16,00 seconda uscita, dopo il riposino pomeridiano, sezione Stelle (via Orsini).

Dalle ore 7,30 alle ore 8,30 sarà attivo il servizio di Pre-scuola (solo per entrambi i genitori che hanno comprovate esigenze lavorative dimostrabili con certificati dei datori di lavoro). Da Via Orsini.

Dalle 16,00 alle 16,30 sarà attivo il servizio di post -scuola (solo per entrambi i genitori che hanno comprovate esigenze lavorative dimostrabili con certificati dei datori di lavoro). Da Via Orsini.

SEZIONE GIRAFFE (4 ANNI)

8,30 - 9,00 ingresso sezione Giraffe (via Cantoni)

13,15 -13,30 prima uscita sezione Giraffe, dopo il pranzo (via Cantoni)

15,30 – 15,45 seconda uscita sezione Giraffe (via Cantoni)

Dalle ore 7,30 alle ore 8,30 sarà attivo il servizio di Pre-scuola (solo per entrambi i genitori che hanno comprovate esigenze lavorative dimostrabili con certificati dei datori di lavoro). Da Via Cantoni.

Dalle 15,45 alle 16,30 sarà attivo il servizio di post - scuola (solo per entrambi i genitori che hanno comprovate esigenze lavorative dimostrabili con certificati dei datori di lavoro). Da Via Cantoni.

SEZIONE DELFINI (5 ANNI):

8,00 – 8,30 ingresso sezione Delfini (via Orsini)

13,30-13,45 prima uscita sez. Delfini, dopo il pranzo (via Orsini)

15,45 – 16,00 seconda uscita sez. Delfini (via Orsini)

Dalle ore 7,30 alle ore 8,00 sarà attivo il servizio di Pre-scuola (solo per entrambi i genitori che hanno comprovate esigenze lavorative dimostrabili con certificati dei datori di lavoro). Da Via Orsini.

Dalle 16,00 alle 16,30 sarà attivo il servizio di post - scuola (solo per entrambi i genitori che hanno comprovate esigenze lavorative dimostrabili con certificati dei datori di lavoro). Da Via Orsini.

Il giardino sarà suddiviso in 4 aree, una per ogni sezione a rotazione durante l’anno, dopo un’accurata sanificazione. Lo spazio esterno quest’anno assumerà inevitabilmente un ruolo importante e predominante perché naturalmente più protetto dal contagio. Molte delle esperienze educativo-didattiche, che tradizionalmente sono svolte negli spazi interni, dovranno essere ripensate negli spazi all’aperto: laboratori o aule didattiche. Ecco perché quando abbiamo pensato a come suddividere gli spazi esterni lo abbiamo fatto in modo da permettere a tutti i gruppi di ruotare per garantire a tutti i bambini di vivere tutti gli spazi esterni della scuola ( fioriere con/senza grigliato e orto: attività di intersezione; percorsi psicomotori modificati dalle varie sezioni).Non bisogna più limitare il “fuori” unicamente ad attività libere e spontanee dei bambini – cosa che rimane importantissima e da salvaguardare – ma ampliare gli orizzonti educativi guardando alla dimensione naturale, ambientale, motoria, espressiva che lo stare all’aperto può sollecitare.

Nel mese di settembre, l’accoglienza per i bambini nuovi frequentanti prevede un inserimento graduale:

- una settimana con orario 8:00 – 10:00 o 10:00 – 12:00 per abituare il bambino

al nuovo mondo della comunità scuola.

- una settimana con orario 8:00 – 11.30.

- poi si prosegue con orario 8:00 – 12:30 per introdurre il delicato momento del pranzo a scuola.

- poi si incomincia la frequenza piena fino alla prima o alla seconda uscita ,per i bambini che si fermano a scuola per il riposino pomeridiano.

La merenda del mattino si svolgerà dalle ore 9,15 alle ore 9,30.

Dalle ore 9,30 alle 11,00 circa si svolgeranno le attività didattiche, in cortile o in sezione.

Il pranzo (per tutte le sezioni dalle ore 11,30 alle ore 12,30) e il riposino pomeridiano (per le sezioni Tartarughe e Stelle) si svolgeranno nelle relative sezioni.

La merenda pomeridiana si svolgerà dalle ore 15,00 alle ore 15,15 circa.

Il bambino allontanato da scuola per malattia (febbre da 37.5°, tosse insistente, scariche di diarrea, congiuntivite, mal di testa, malessere generale, congestione nasale, pediculosi, malattie infettive) potrà essere riammesso a scuola solo dietro presentazione di certificato medico o dichiarazione sostitutiva del certificato medico.

11b. IN OTTEMPERANZA ALLE VIGENTI NORME ANTI-COVID19

·       I GENITORI/ACCOMPAGNATORI NON POSSONO ACCEDERE AI LOCALI INTERNI DELLA SCUOLA.

·       UN SOLO GENITORE/ACCOMPAGNATORE PUO’ ACCOMPAGNARE IL BAMBINO A SCUOLA.

·       UNA SOLA PERSONA PUO’ RITIRARE IL BAMBINO (GENITORE O PERSONA CON DELEGA SCRITTA E FIRMATA DA ENTRAMBI I GENITORI. SENZA DELEGA IL BAMBINO NON POTRA’ USCIRE DALLA STRUTTURA SCOLASTICA).

·       È OBBLIGATORIA LA MASCHERINA CORRETTAMENTE INDOSSATA DA TUTTI GLI ADULTI E DA TUTTI I BAMBINI DI 4/5 ANNI E, PER TUTTI I BIMBI CHE RIESCONO AD INDOSSARLA, NEL MOMENTO DELL’INGRESSO E DELL’USCITA, ANCHE NELLE ZONE ESTERNE DELLA SCUOLA (GIARDINO E ZONE VERDI).

·       È PREVISTO L’USO DELLA MASCHERINA DURANTE LE USCITE DIDATTICHE.

·       L’ADULTO SPROVVISTO DI MASCHERINA NON POTRA’ ACCEDERE A NESSUN AMBIENTE SCOLASTICO (INTERNO ED ESTERNO).

·       È OBBLIGATORIO RISPETTARE GLI ORARI DI INGRESSO E DI USCITA DELLA SEZIONE DI APPARTENENZA. NON SARÀ POSSIBILE ENTRARE O USCIRE DALLA SCUOLA IN ORARIO DIVERSO DA QUELLO STABILITO.

·       È VIETATO SOFFERMARSI/PARLARE FRA GENITORI/ACCOMPAGNATORI NELLE ZONE ESTERNE DELLA SCUOLA (GIARDINO E ZONE VERDI).

·       E’ VIETATO SOFFERMARSI A PARLRE CON IL PERSONALE SCOLASTICO E CON SUOR ANNA.

·       MANTENERE LA DISTANZA OBBLIGATORIA DI 1 METRO FRA NUCLEI FAMILIARI DIVERSI.


11c. LE USCITE DIDATTICHE vengono organizzate dal Collegio Docenti nella programmazione didattica in ottemperanza alle vigenti norme anticovid19. Le uscite didattiche extracurricolari sono escluse dalla quota di frequenza.

11d. L’OPEN DAY (in ottemperanza alle vigenti norme anticovid19)

Previsto una volta all’anno nel periodo tra ottobre e gennaio, precedentemente alla data prevista per le iscrizioni, è un momento di scuola aperta alla comunità, per conoscerne la proposta Educativa, la struttura e le risorse umane. Si consegna ai genitori la modulistica che porteranno compilata all’atto di iscrizione.

11e. ISCRIZIONE SEZIONE PRIMAVERA

Possono essere iscritti alla Sezione Primavera i bambini che compiono 2 anni entro l’anno scolastico di riferimento.

11f. L’ISCRIZIONE SCUOLA DELL’INFANZIA

Per le iscrizioni alla scuola dell’infanzia si seguono le indicazioni della Convenzione Comunale.

11g. MALATTIE-ALLERGIE-REGIMI ALIMENTARI

Il bambino allontanato da scuola per malattia (febbre da 37.5°, tosse insistente, scariche di diarrea, congiuntivite, mal di testa, malessere generale, congestione nasale, pediculosi, malattie infettive) potrà essere riammesso a scuola solo dietro presentazione di certificato medico o dichiarazione sostitutiva del certificato medico.

I genitori di bambini con intolleranze alimentari devono presentare il certificato medico e la documentazione Asl alla scuola in cui verrà specificato a quale alimento il bambino sia allergico.

La nostra scuola prevede anche la preparazione di particolari regimi alimentari per motivi etici o religiosi.

Inoltre si fa presente che durante l’orario scolastico non verrà somministrato alcun farmaco (se non secondo il Protocollo di somministrazione farmaci della scuola).

11h. VACCINAZIONI

Si verifica che tutti i bambini siano vaccinati (e si richiede copia del libretto di vaccinazione di ogni bambino iscritto e la notifica dei richiami fatti).

11i. DOTAZIONE e ABBIGLIAMENTO

Ogni bambino e bambina dovrà portare con sé un grembiule rosa, azzurro (o di altro colore), uno zainetto contrassegnato con nome e cognome contenente un cambio completo di vestiti (mutandine, canottiere, calzini e scarpe, pantaloni, magliette, felpa), borraccia, stivaletti di gomma e mantellina impermeabile.

La scuola fornisce ai bambini i tovaglioli di carta per il pranzo.

E’ assolutamente vietato portare a scuola giochi, cibo o quant’altro.

11l. IL RITIRO DEI BAMBINI DA SCUOLA

I bambini possono essere ritirati da scuola solo da genitori con patria genitoriale o da altri adulti maggiorenni delegati da entrambi i genitori. La delega con allegata la copia fronte e retro della carta d’identità della persona delegata deve essere consegnata alla scuola, firmata da entrambi i genitori.

Quest’anno è prevista anche una delega per il ritiro da scuola dei bambini in caso di malattia.

11m. IL CALENDARIO SCOLASTICO

Il calendario approvato dalla Regione Emilia Romagna, con DGR n°353/2012, è valido anche per gli anni futuri.

Per la nostra Scuola dell’Infanzia l’inizio delle attività didattiche è programmato per il 7 settembre 2020 ed il termine è fissato per il 30 giugno 2021.

Le vacanze di Natale andranno dal 24 al 31 dicembre e dal 2 al 5 gennaio di ciascun anno scolastico, mentre quelle pasquali andranno dal giovedì antecedente la Pasqua al martedì immediatamente successivo al Lunedì dell'Angelo. La Santa Patrona si festeggia il giovedì 4 febbraio 2021. Il ponte del 5 febbraio 2021 è stato deciso in sede di Consiglio d’Istituto.

12) OSSERVARE, E VALUTARE

L’osservazione è per noi una pratica che consente di ottenere un’approfondita conoscenza del livello di sviluppo del bambino in una determinata area e in un determinato momento, di quali siano i processi evolutivi già in atto e quali, invece, debbano essere stimolati e quale strategia educativa risulta più efficace per quel bambino e a quale STRATEGIA, invece, sia necessario apportare dei cambiamenti.

L’osservazione sistematica nasce da uno sguardo mirato, intenzionale, è guidata da uno specifico obiettivo conoscitivo e implica procedure particolari e utilizzo di tecniche per registrare ciò che è stato osservato.

Affinché risulti il più oggettivo possibile, confrontiamo i risultati delle osservazioni di tutte le insegnanti-osservatrici che hanno effettuato la valutazione nello stesso momento, ma in modo indipendente. In occasione dell’attività psicomotoria, dell’acquaticità in piscina e del progetto di inglese confrontiamo osservazioni e valutazioni con gli esperti esterni.

L’osservazione è utile per rivedere criticamente il nostro operato, autoriflettere, controllare in modo costante gli eventi sulla base di criteri ritenuti significativi e regolare decisioni e azioni future.

La valutazione individua gli aspetti che devono essere migliorati nella nostra realtà educativa, aiuta al raggiungimento degli obiettivi curricolari, dà informazioni sull’idoneità delle strategie utilizzate nel corso del processo di insegnamento/apprendimento.

Valutare l’azione educativa significa per noi progettare a seconda del contesto, dei modi di essere, dei bisogni, dei ritmi di sviluppo e degli stili di apprendimento dei bambini.

Valutare il bambino è valorizzare il sapere di cui è portatore, fornire contesti didattici adeguati, un’organizzazione flessibile e collaborativa, in un’ottica dunque di individualizzazione dell’apprendimento.

Valutare è infine fare un bilancio dell’efficacia dell’intervento e della qualità del prodotto scolastico. L’equipe educativa si pone delle domande rispetto a: come sta andando il percorso proposto? Quali progressi dei singoli e del gruppo?

Autovalutazione: l’equipe si confronta sull’andamento educativo e organizzativo della scuola, sulle eventuali difficoltà del collegio riguardo la programmazione, le relazioni con l’utenza, le iniziative, le feste, le gite ecc.

13) DOCUMENTARE

La nostra documentazione dà valore e significato alla qualità dell’azione educativa, all’esperienza scolastica, a ciò che i bambini producono, in modo autonomo, in piccolo e in grande gruppo. Essa è memoria tangibile dei percorsi seguiti e dei progressi raggiunti, aiuta a dare un senso alle esperienze che il bambino fa e a ciò che ha scoperto a livello cognitivo, emotivo, relazionale. Per noi sono importanti le verbalizzazioni dei bambini, perché rivelano i loro pensieri, le loro emozioni, le fatiche e i desideri.

In vari momenti dell’anno scolastico viene consegnato alle famiglie tutto il lavoro svolto dal bambino/a raccolto in un fascicolo personale, con tutte le esperienze e i vissuti rielaborati, corredati da foto, che aiuteranno i bambini e i genitori ad avere una memoria dell’anno trascorso, a ricostruirla, a mantenerla, ad avere il senso del tempo, della crescita, del cambiamento. Per le insegnanti sarà verifica costante sui processi di apprendimento dei bambini.

I mezzi utilizzati per documentare sono:

·         I fascicoli che illustrano e descrivono le attività del percorso didattico;

·         la sequenza fotografica;

·         la videoregistrazione di attività;

·         l’archivio dei progetti didattici;

·         i cartelloni esposti;

·         il librone di intersezione.


14) POTENZIAMENTEO DELL’OFFERTA FORMATIVA A PARTIRE DALL’ANNO SCOLASTICO 2020-2021

Si indicano qui di seguito le possibili azioni per un concreto potenziamento dell’offerta formativa della scuola e della sua qualità:

1) Potenziamento della didattica outdoor education

2) PROGETTO LEAD: legami educativi a distanza.

L’aspetto educativo a questa età (scuola dell’infanzia) si innesta sul legame affettivo e motivazionale. È quindi l’esigenza primaria, in caso di didattica a distanza, è quella di continuare a mantenere un legame educativo tra insegnanti e bambini, insegnanti e genitori, insegnanti tra di loro, bambini tra di loro, genitori tra di loro, per mantenere ben visibile quell’orizzonte quotidiano che rischia di diventare all’improvviso ristretto e per continuare a costruire un progetto orientato al futuro e basato sulla fiducia anziché sulla paura. Con i LEAD la scuola deve raggiungere tutti i bambini, secondo il principio di “non uno di meno”. I LEAD non sono per i bambini fortunati che hanno in casa un PC e una buona connessione Internet: i LEAD sono per tutti, compresi i bambini di famiglie che non parlano bene la lingua italiana, che appartengono a contesti svantaggiati sul piano sociale, culturale ed economico, che “non si sono più fatti vivi”, che hanno bisogni educativi normalmente speciali, al fine di evitare che l’emergenza sanitaria generi disuguaglianze più marcate. La prima sfida, quindi, è quella di dare voce agli “invisibili”, rintracciare i dispersi. I mezzi possibili sono tanti: una telefonata, un’email, una lettera, … Una volta ristabilito il contatto è opportuno che il personale educativo stia in ascolto delle richieste esplicite e implicite dei genitori, cogliendo nella comunicazione anche i segnali non verbali; occorre capire la situazione familiare, il vissuto del bambino e dei genitori, gli strumenti a disposizione… L’analisi del feedback guiderà all’interno del team/equipe la successiva progettazione degli interventi educativi. Le attività, oltre ad essere accuratamente progettate in relazione ai materiali, all’età dei bambini, agli spazi domestici e al progetto pedagogico, agli impegni lavorativi dei genitori, saranno calendarizzate evitando improvvisazioni ed estemporaneità nelle proposte in modo da favorire il coinvolgimento attivo dei bambini. Diverse possono essere le modalità di contatto; tenuto conto dell’età degli alunni, è preferibile proporre piccole esperienze, brevi filmati, file audio o brevi collegamenti dal vivo in alcuni giorni della settimana, per qualche decina di minuti, accompagnati da suggerimenti di attività da svolgere in autonomia o con i genitori per scambiare prodotti o racconti di esperienze nell’incontro successivo per mantenere viva la relazione e il senso di comunità senza invadere troppo l’ambito domestico.

IL Progetto Lead verrà definito meglio al momento opportuno sulla base delle normative e delle disposizioni, anche interne della scuola.

3)PROGETTO EDUCAZIONE CIVICA TRAGUARDI DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA : L’insegnamento di educazione civica, secondo quanto previsto dalla legge 92 del 2019, si pone, pertanto, l’ obiettivo di“ fare in modo che “i bambini, fin da piccoli, possano imparare principi come il rispetto dell’altro e dell’ambiente che li circonda, utilizzino linguaggi e comportamenti appropriati quando sono sui social media o navigano in rete”. Una attenzione particolare merita l’introduzione di educazione civica nella scuola dell’infanzia, prevista dalla legge, con l’avvio di iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile. Tutti i campi di esperienza individuati dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo possono concorrere, in itinere o distintamente, al graduale sviluppo dell’identità personale,della progressiva maturazione del rispetto di sé e degli altri, della salute, del benessere, della prima conoscenza dei fenomeni culturali, così come prevedono le Linee Guida del 22/06/2020. Attraverso la mediazione del gioco, delle attività educative e didattiche e delle routine, i bambini potranno essere guidati ad esplorare l’ambiente naturale e quello umano in cui vivono e a maturare atteggiamenti di curiosità, interesse, rispetto per tutte le forme di vita . Il percorso verrà proposto in modo progressivo e graduale nei tre anni della scuola dell’infanzia e concorrerà al raggiungimento dei seguenti traguardi delle competenze al termine della scuola dell’infanzia. Il sé e l’altro. Obiettivi di apprendimento  Apprendere buone abitudini. Sperimentare le prime forme di comunicazione e di regole con i propri compagni. Rispettare le regole dei giochi. Rafforzamento dell'emulazione costruttiva. Saper aspettare il proprio turno. Sviluppare la capacità di essere autosufficienti. Conoscere la propria realtà territoriale, culturale ed ambientale. Conoscere e rispettare le regole dell’educazione stradale. Rafforzare l'autonomia, la stima di sé, l’identità. Sviluppare la capacità di accettare l'altro, di collaborare e di aiutarlo. Registrare i momenti e le situazioni che suscitano paure, incertezze, diffidenze verso il diverso. Rafforzamento dell'emulazione costruttiva. Sviluppare il senso di solidarietà e di accoglienza. Conoscere e rispettare l'ambiente. Lavorare in gruppo, discutendo per darsi le regole di azione e progettare insieme. I discorsi e le parole. Obiettivi di apprendimento.  Acquisire nuovi vocaboli. Sviluppare la capacità di comunicare anche con frasi di senso compiuto relativo all'argomento trattato. Memorizzare canti e poesie. Verbalizzare sulle informazioni date. Saper colorare /disegnare la bandiera italiana spiegando il significato delle forme e dei colori utilizzati. Riconoscere l’esecuzione musicale dell’inno italiano. Esprimere le proprie esperienze come cittadino. Confrontare idee ed opinioni con gli altri. Saper raccontare, inventare, ascoltare e comprendere le narrazioni e la lettura di storie.
Parlare, descrivere, raccontare, dialogare con i grandi e con i coetanei. Comunicare e scambiarsi domande, informazioni, impressioni, giudizi e sentimenti. Riflettere sulla lingua, confrontare vocaboli di lingua diversa, riconoscere, apprezzare e sperimentare la pluralità linguistica. Confrontare idee ed opinioni con i compagni e con gli adulti. Esprimere le proprie esperienze come cittadino.

Immagini, suoni e colori. Obiettivi di apprendimento. Rielaborare graficamente i contenuti espressi. Attività musicali (Conoscere l’Inno Nazionale). Rielaborare il simbolo della nostra bandiera attraverso attività plastiche, attività pittoriche ed attività manipolative. Comunicare ed esprimere le emozioni con i linguaggi del corpo. Riconosce la simbologia stradale di base.   Corpo e movimento. Obiettivi di apprendimento.  Conquistare lo spazio e l'autonomia. Conversare in circle time. Controllare e coordinare i movimenti del corpo. Conoscere il proprio corpo. Acquisire i concetti topologici. Muoversi spontaneamente o in modo spontaneo o guidato in base a suoni o ritmi. Muoversi con una certa dimestichezza nell’ambiente scolastico ed extrascolastico. Percepire i concetti di “salute e benessere”.
Dominare i propri movimenti nei vari ambienti: casa-scuola- strada. Conoscere il valore nutritivo dei principali alimenti (quali vitamine contiene l’arancio? A cosa sono utili?). Conoscere l’importanza dell’esercizio fisico per sviluppare armonicamente il proprio corpo. La conoscenza del mondo. Obiettivi di apprendimento.
Osservare per imparare. Contare oggetti, immagini, persone, aggiungere, togliere e valutare le quantità. Ordinare e raggruppare. Collocare persone, fatti ed eventi nel tempo. Ricostruire ed elaborare successioni e contemporaneità. Registrare regolarità e cicli temporali. Localizzare e collocare sé stesso, oggetti e persone. Seguire percorsi ed organizzare spazi sulla base di indicazioni verbali e non verbali. Conoscere la geografia minima del territorio (la piazza, il parco, il campanile, la statua, il Comune….). Concepire la differenza tra le diverse tipologie di abitato: paese, città, campagna ecc.
Orientarsi nel proprio ambiente di vita, riconoscendo elementi noti su una mappa tematica. Orientarsi nel tempo. Percepire la differenza tra oggetti antichi e moderni, tra costruzioni recenti e storiche. Concepire la differenza tra le diverse tipologie di abitato: paese, città, campagna, collocandosi correttamente nel proprio ambiente di vita e conoscendo gli elementi basilari degli altri. L’insegnamento dell’educazione civica sarà trasversale a
tutti i campi di esperienza individuati dalle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia.
Attraverso l’esplorazione del territorio cittadino, la mediazione del gioco e delle attività educative-didattiche e le esperienze di outdoor education i bambini potranno essere guidati ad esplorare l'ambiente naturale e quello umano in cui vivono e a maturare atteggiamenti di curiosità, interesse, rispetto per tutte le forme di vita e per i beni comuni.   15)GLI ORGANI COLLEGIALI   Il Consiglio d’Istituto della scuola materna “Suore Francescane” di Forlì in Via Achille Cantoni n° 52, al fine di formalizzare una corretta partecipazione delle componenti della scuola stessa alla formazione e alla vita di una autentica comunità educante, stabilisce la struttura del Consiglio stesso secondo i dettati del presente regolamento.   Art. 1) La scuola materna “Suore Francescane” di Forlì, gestito e amministrato dall’Istituto delle Suore Francescane dell’immacolata Concezione di Palagano (MO), per la gestione interna dell’attività pedagogica riconosce l’esistenza degli organi collegiali in analogia con le equivalenti scuole statali e comunali.   

Art.2) Gli organi collegiali
della scuola sono i seguenti:
a)   l’Assemblea generale; b)   il Consiglio d’Istituto; c)   il Collegio degli Insegnanti; d)   l’Assemblea di sezione. 

Art.3) L’Assemblea Generale
è composta da tutti i genitori dei bambini iscritti, dal personale insegnante, dalla coordinatrice della scuola stessa, dal rappresentante del Gestore, tutti con diritto di voto personale.
  Art.4) L’Assemblea Generale è convocata in seduta ordinaria all’inizio dell’anno scolastico dal Consiglio d’Istituto, tramite il suo Presidente.   Art.5) L’Assemblea Generale è presieduta dal Presidente del Consiglio D’Istituto.   Art.6) I compiti dell’Assemblea sono: a)   proposte e valutazioni sui modi di attuazione dei diritti e dei doveri di tutte le componenti la comunità educante; b)   prendere coscienza ed esprimere pareri, anche vincolanti, sul lavoro educativo e formativo svolto dalle insegnanti e dal personale delle attività parascolastiche; c)   proporre al Consiglio d’Istituto modalità di attuazione del servizio.   Art.7) L’Assemblea Generale si riunisce in seduta straordinaria su convocazione del Consiglio di Istituto, tramite il suo Presidente, o su richiesta scritta e motivata di almeno un quinto dei componenti di diritto dell’Assemblea.   Art.8) Sia per le sedute ordinarie che per quelle straordinarie la convocazione va fatta tre giorni prima della data di attuazione tramite esposizione evidente nell’albo della scuola dell’avviso con le indicazioni dell’ordine del giorno, data, ora e luogo di effettuazione dell’Assemblea.   

Art.9) Il Consiglio d’Istituto
è composto da:
a)   le insegnanti della scuola; b)   la coordinatrice della scuola; c)   i genitori eletti in numero pari al personale insegnante; d)   il rappresentante del gestore.   Art.10) Il Consiglio d’Istituto dura in carica tre anni e viene eletto secondo le analoghe modalità previste dalle scuole statali; esprime al proprio interno un Presidente e un Vicepresidente che dovranno essere genitori; le dimissioni o la non reinscrizione dei figli alla scuola determinano l’automatica decadenza del genitore eletto negli organi collegiali che verrà sostituito dal primo dei non eletti; nel caso di mancanza di sostituti verranno indette elezioni suppletive per il periodo di residuo di durata in carica del Consiglio.  

Art.11) Il Consiglio d’Istituto ha i seguenti compiti:

a)  deliberare sulle varie attività, sull’organizzazione e sul funzionamento interno della scuola;

b)   amministrare tutti quei titoli economici che la legislazione vigente (e le sue norme applicative) prevede di competenza della famiglia;

c)   verificare e stimolare il lavoro comunitario del personale insegnante; d)   suggerire e ratificare gli atti del Presidente anche nei rapporti con le strutture educative cattoliche e con gli Enti Pubblici. Art.12) Il Collegio degli insegnanti si riunisce per: a)   elaborare i contenuti del progetto educativo e delineare il programma (mensile); b)   verificare il metodo e le proposte di lavoro; c)   individuare gesti e spazi di collaborazione coi genitori; d)   approfondire e aggiornare la propria esperienza professionale. Art.13) L’Assemblea di sezione è composta dalle insegnanti di sezione e dai genitori dei bambini componenti la sezione.  Art.14) L’Assemblea di sezione si riunisce per: a)   trattare problemi inerenti gli alunni della sezione; b)   presentare e discutere il programma; c)   fare un riscontro del lavoro svolto e delle mete raggiunte; d)   determinare i momenti e gli spazi della collaborazione insegnanti – genitori.   

16)PROGETTO EDUCATIVO D’ISTITUTO

La scuola dell’infanzia Suore Francescane, nata e gestita dalle suore Francescane dell’Immacolata dal 1885, realizza la sua proposta educativa in un contesto comunitario a cui partecipano bambini, insegnanti laiche, genitori, suore e altri collaboratori in un clima sereno e familiare. Dal 1974 la scuola fa parte della Federazione Italiana Scuole Materne (F.I.S.M.) e tutto il personale cura la propria preparazione e formazione partecipando ai corsi proposti dal coordinamento FISM.

L’identità della scuola è profondamente legata al suo progetto educativo che si fonda sull’esempio di S. Francesco e sulla sua esperienza di vita vissuta positivamente nella scoperta del significato della realtà e svelata nell’amore di Dio, Padre Creatore in comunione totale con tutti gli uomini e con tutta la creazione.

Le suore Francescane continuano a rendere vivo questo carisma, attraverso la costruzione di una trama di relazioni significative con la consapevolezza di essere testimoni autorevoli nel seguire Gesù Maestro.

Una caratteristica fondamentale del metodo educativo che si è tramandata con il passare degli anni è l’attenzione, l’accoglienza alle famiglie, la valorizzazione delle stesse nel percorso formativo, l’unità di sguardi e di intenti di tutte le insegnanti in un contesto di collaborazione e corresponsabilità.

IDEA DI SCUOLA

  • La nostra scuola è luogo di incontro, di cura e di crescita per la persona
  • Per noi è importante consegnare il patrimonio culturale che ci viene dal passato
  • Le insegnanti accompagnano i bambini nel loro percorso di formazione personale, sostenendo la loro ricerca di senso e il 
    processo di costruzione della propria personalità.
  • L’opera educativa è frutto di un lavoro collegiale di unità e apertura all’innovazione e all’aggiornamento.

SCELTE  EDUCATIVE 

  • Dar vita a un ambiente in cui circolano valori cristiani condivisi e rispettati
  • Perseguire la formazione integrale di ogni persona come essere unico e irripetibile
  • Valorizzare l’identità personale, i talenti e le attitudini di ciascuno
  • Accogliere le diversità considerandole una ricchezza
  • Richiamarsi vicendevolmente al dialogo, al confronto, al senso critico, alla corresponsabilità
  • Accogliere le necessità educative dei genitori
  • Coinvolgere e prospettare itinerari educativi insieme
  • Organizzare una buona e trasparente gestione ottimizzando le risorse.

METODO

La metodologia della scuola sottende una organizzazione didattica intesa come predisposizione di un accogliente e motivante ambiente di vita e di relazioni, per favorire il fare, l’agire e soprattutto l’essere del bambino, per conferire significato alle molteplici attività, per sviluppare l’apprendimento e rendere costante e attivo il coinvolgimento. I lineamenti essenziali di metodo sono:
  • la valorizzazione del gioco (il gioco costituisce, in questa età, una risorsa privilegiata di apprendimento e di relazioni, consente al bambino di trasformare la realtà, di rivelarsi a sé stesso e agli altri);
  • l’esplorazione e la ricerca (far conoscere la realtà, proporre esperienze dirette a contatto con la natura secondo i principi dell’“outdoor education”, le cose, i materiali);
  • la narrazione di storie vere e fantastiche (le storie suscitano emozioni, domande, creano relazioni significative e appartenenza);
  • le feste (ci permettono di relazionarci in modo vivo con le famiglie, di vivere intensamente la tradizione cristiana, di partecipare a un fine comune);
  • la vita di relazione (in piccolo gruppo, nel gruppo allargato o con tutte le sezioni, favorendo un clima sociale positivo e un’attenzione continua e competente, il progetto tutoring);
  • la mediazione didattica (per orientare, sostenere, guidare lo sviluppo e l’apprendimento del bambino attraverso l’affetto e l’empatia);
  • l’osservazione, la progettazione, la verifica (osservazioni sistematiche e occasionali attraverso specifici itinerari, una progettazione aperta e flessibile, una valutazione sulla qualità dell’attività educativa);
  • la documentazione (il progetto educativo è reso visibile da una attenta documentazione grafica, verbale e tecnologica).

Per noi sono importanti:

  • il benessere di tutti i bambini, l’attenzione nel dare risposte alle domande di senso, la valorizzazione dei vissuti e delle peculiarità; 
  • l’accoglienza di tutte le famiglie, la condivisione del progetto educativo, la costruzione di una sana relazione nel rispetto dei ruoli; 
  • l’impegno serio, autentico e professionale delle insegnanti nella costruzione di una trama di rapporti empatici positivi; 
  • la vocazione educativa, l’unità delle insegnanti e l’apporto di tutto il personale non docente come significative espressioni di una coesa comunità. Il Progetto Educativo è dinamico e aperto alle novità che accadono, viene pertanto aggiornato man mano che la nostra comunità, attraverso una approfondita riflessione, scopre nuovi e più ricchi aspetti della nostra azione educativa, in rapporto alle esigenze delle persone e del contesto scolastico.

 17)PROGETTAZIONE CURRICOLARE 2020-2021

TITOLO: MOMO ALLA RICERCA DEL TEMPO

PREMESSA
Tempo..

I mesi trascorsi, imbrigliati, durante la pandemia hanno messo in luce, a nostro avviso, un'evidenza a cui non possiamo rimanere indifferenti. Lo scorrere degli eventi, la natura stessa sono inesorabili nel loro procedere, non si fanno scrupoli, proseguono il loro corso e noi, esseri umani, a volte arranchiamo per stargli dietro, altre proviamo a ragionare, oppure ci arrabbiamo e mettiamo in atto strategie, facendo appello a tutta la nostra umanità. Per l’evidenza di cui parlavamo si è proceduto guardandola, perché provare a contrastarla era impossibile nel mentre: dunque guardare.

Guardare cosa? L' evidenza. Quale? La scuola per essere pienamente scuola ha bisogno della famiglia, la famiglia per essere supportata e funzionare appieno ha bisogno della scuola.

Questa sinergia essenziale di funzionamento reciproco è fondamentale da considerarsi perché dà speranza e forza alla società prossima e futura.

Ci siamo accorti di quanto si son dati per scontati, assodati ruoli estremamente differenti ma pur sempre da considerarsi in coppia, che venendoci a mancare nella concretezza della realtà fatta di momenti di entrata- uscita, colloqui, gite e assemblee  (e tanto altro di ben più profondo), hanno palesato il loro legame indissolubile per la buona riuscita della crescita ed educazione dei bambini e delle bambine, il nostro futuro.

In quest'ottica di consapevolezze, come scuola dell'infanzia, ci sentiamo di voler promuovere azioni, gesti ed esperienze che esaltino questi ruoli in modo armonioso per far in modo che i nostri bambini vivano un rinnovato tempo scuola sicuro, coscienzioso, sereno e sicuramente nuovo. Come nuova è la nostra progettualità definita negli spazi, nei materiali, nell' organizzazione, nei contenuti. Le relazioni meritano un discorso a parte perché vanno custodite e nutrite, coltivate e solo in un contesto ben pensato e strutturato si potranno rinsaldare, al fine di pattuire una nuova alleanza educativa scuola- famiglia.

Adeguarsi alle linee guida per il contenimento e contrasto del Covid ha portato ad una de-strutturazione particolarmente significativa, che ci vede impegnate a rivalutare prassi assodate, operare scelte, ridisegnare percorsi e abitudini. Questa progettazione curricolare cerca di tradurre tutto questo e desidera sottolineare la nostra volontà di ritrovarsi e proclamarsi "scuola francescane" qui ed ora, senza venir meno a nessuno dei capisaldi che ci hanno sempre

contraddistinto: amore per il Creato, valorizzazione della persona, spirito di accoglienza e piacere di condividere il bello, il buono, il giusto e il vero di cui Gesù ci ha fatto dono.

Si parlerà di un contesto educativo semplice e pulito, animato da professionalità complementari tra loro, di esperienze significative, di senso di intimità e tranquillità, di percorsi educativi affascinanti.

Cogliamo la sfida di essere nuovamente scuola, dopo l’emergenza, con la consapevolezza di aver visto e imparato una lezione importante: collaborare pensando ai bambini, avendo a cuore il loro bene, è l’unico modo per costruire l’avvenire.

IL BELLO DELL’EQUIPE e la “cassetta degli attrezzi”

Carissime colleghe,

mai come quest’anno deve:

· emergere  il CUORE della nostra scuola (accoglienza e cura di bambini e famiglie; qualità della proposta educativa e didattica, alleanza scuola-famiglia);

· essere valida la parola

NOI  , la forza della nostra equipe educativa; nessuna deve coltivare solo il proprio orticello. La nostra unione deve emergere in tutta la proposta educativa, in tutta la progettazione. Non è facile ed è proprio questa una delle sfide di questo anno scolastico che sta per partire con un’infinità di punti interrogativi:

NON DEVE VENIR MENO IL SENSO DI COMUNITA’

. È un anno in cui non c’è niente di sicuro, in cui sperimenteremo nuovi modi di progettare, gestire spazi e tempi, e in cui scopriremo nuove modalità per far emergere il senso di appartenenza alla scuola, da parte di adulti e bambini.

La nostra scuola, anche in questo tempo di emergenza, dovrà essere una scuola “vera” e per certi aspetti anche “nuova”; non dovrà venire meno alle finalità della scuola dell’infanzia e non dovrà rinunciare allo stile francescano e ai valori di ispirazione cristiana che la caratterizzano.

La scuola dell’infanzia, pur nel pieno rispetto delle indicazioni sanitarie,

è chiamata a fare della relazione, dell’esperienza e del gioco aspetti centrali dell’azione educativa, offrendo occasioni di apprendimento in interazione tra bambini e tra bambini e adulti. Non ci sono educazione e apprendimento significativi senza partecipazione, senza essere in interazione con gli altri, con la propria comunità, con l’ambiente naturale.

A settembre ai bambini andranno presentati i nuovi spazi interni ed esterni e spiegate le nuove norme di comportamento. Riabitare spazi improvvisamente lasciati e per lungo tempo chiusi, o incontrarli per la prima volta in una modalità organizzativa inconsueta, chiede di mettere pensiero progettuale su questo aspetto; chiama a riscoprire la “nuova” scuola negli spazi, nella relazione, nella gestione dei tempi, nei riti e nelle nuove regole.

È fondamentale quindi in questo anno scolastico la “ creatività pedagogica”

(i talenti delle maestre/bambini): scelte innovative da condividere tra scuole, coordinatrici e insegnanti, attraverso il confronto e la raccolta di esperienze significative, descritte e documentate (strumenti, metodologie, osservazioni... le fasi di progettazione dei giochi o delle attività proposte in modo che tutto il gruppo insieme, attraverso il confronto, possa collaborare; … progettare esperienze in modo che possano essere proseguite in tempi – e anche luoghi – differenziati; … curare la continuità tra le esperienze).

Sonia


L' équipe educativa si ripensa, rinnova e rinsalda la propria unione all'insegna della flessibilità, condivisione e accettazione dell'imprevisto. Ci accingiamo a vivere l’anno scolastico con l’équipe storica al completo, dando il ben venuto a due nuove colleghe e intessendo con Sonia, la nostra coordinatrice didattica, un rapporto ancora più stretto e significativo: rivestirà infatti il ruolo di referente Covid e avrà cura di coordinare l’organizzazione scolastica, in questo tempo così insolito e complesso. Ripatendo i nostri intenti, in seguito a un grande cambiamento di scenario educativo, ci sentiamo di condividere, idealmente, il confezionamento di una " cassetta degli attrezzi " educativi- valoriali, mettendoci al suo interno desideri, speranze e consapevolezze. Mai come quest'anno sentiamo la gratitudine verso le nostre differenze caratteriali e la nostra presenza come colleghe " francescane ", con cui intraprendere cammini educativi- didattici che, anche se non si vivranno fisicamente vicine, si preannunciano comunque generati e pensati da un intento comune e condiviso, con ancora più cura e attenzione. Il distanziamento precauzionale, a cui siamo chiamate, ci porta a voler ribadire l’unione nella nostra progettazione e per questo la " cassetta degli attrezzi " fungerà da scrigno entro cui pescare parti di noi e dei nostri talenti, unici e complementari. Diamo voce a ciascuna di noi affinché affiorino, chiare ed esplicitate, le nostre umanità e la nostra idea di scuola, infanzia e realtà.                                                                              

Simona


La SPERANZA è ciò che mi accompagnerà quest’anno e me ne prenderò cura affinché non la perda mai soprattutto in questo periodo storico così faticoso. Durante l’estate ho riflettuto molto su come sarebbe stata la riapertura a settembre con le nuove normative, le nuove modalità e con la paura di nuovi contagi, ma non ho mai dubitato sul mio entusiasmo di vivere l’ultimo anno dei miei bambini con ottimismo, carica positiva e voglia di condividere. Per tutte noi insegnanti è decisamente una grandissima sfida epocale che però voglio trasformare in una significativa occasione di crescita personale e professionale dove il mio obiettivo sarà quello di infondere speranza in questo cammino verso un nuovo modo di fare scuola, di tessere le relazioni e di vivere i bambini. Credo fortemente che sia fondamentale partire per questo nuovo viaggio con questo atteggiamento per essere così in grado di affrontare le difficoltà che si incontreranno, avendo la consapevolezza che quando la speranza è affamata alimenta ogni cosa!!! Non c’è medicina come la speranza, nessun incentivo così grande e nessun tonico così potente come l’attesa di qualcosa che accadrà domani e non dimentichiamoci che non siamo soli perché speranza è la parola che Dio ha scritto sulla fronte di ogni uomo!!!

Claudia

“Impara dal passato, vivi nel presente,  spera nel futuro.”


(Albert Einstein)


IL TEMPO La storia scelta quest’anno è qualcosa di più di una semplice fiaba, è un libro sul valore del tempo, il tempo da dedicare agli altri, a noi stessi, alle cose che ci fanno stare bene, ai nostri pensieri.

La percezione che abbiamo del tempo, determina profondamente il nostro modo di agire. Il fatto di credere che la nostra vita, abbia un tempo limitato incide inevitabilmente sul nostro modo di rapportarci ai valori. Il tempo non ci aspetta, spetta a noi stargli dietro e servircene nel migliore dei modi: coglierlo con delicatezza, come fosse una rosa, ma con decisione per non pungersi e viverlo pienamente per non aver nulla un giorno da rimproverarci o da rimpiangere. Al contrario, secondo me, il bambino ha una percezione del tempo completamente diversa dall’adulto.

Il tempo per un bambino è eterno, infinito. Questa visione di “eternità temporale” permette loro di vivere intensamente tutto quello che fanno. È per questo che penso sia fondamentale riuscire ad aver cura e prestare molta attenzione al tempo che trascorriamo; permettendoci di vivere tutte le cose e la realtà al massimo, con un’intensità straordinaria. E quello che io e le mie colleghe cerchiamo di fare ogni giorno a scuola, dedicare e valorizzare il tempo che i nostri bambini trascorrono con noi, ponendoli al centro dell’attenzione e permettendogli di crescere acquisendo competenze necessarie ad affrontare la vita di tutti i giorni.

…”Perchè il tempo è vita e la vita dimora nel cuore”  (Momo)

Francesca


L’ASCOLTO Momo, protagonista della storia è capace di ascoltare tanto da udire e fare udire le musiche, i silenzi e le avventure della vita interiore.

I bambini hanno bisogno di adulti che siano con loro per esprimere ciò che sono dentro. Saper ascoltare davvero richiede uno sforzo da parte di noi insegnanti, perché i bambini sono tanti e spesso siamo occupate a preparare attività o a fare altre cose, che riteniamo importanti ma che inevitabilmente ci portano via tempo.

Dovremmo però soffermarci a pensare che ascoltare i bambini ci permette di avvicinarci a loro e stabilire solide relazioni di fiducia e di complicità. Per quelli più piccoli, il tempo dell’ascolto, assume un valore aggiunto perché il nostro dedicarci a loro completamente li farà sentire apprezzati e rispettati e questo li porterà a riprodurre lo stesso atteggiamento a casa con i genitori e a scuola con i compagni.

Prestare attenzione a loro li aiuta a rendere la connessione con gli adulti di riferimento più forte e più intima, capiscono che possono contare sempre su di noi perché il nostro desiderio è quello di comprendere a fondo le loro emozioni, le loro opinioni, i loro pensieri, loro stessi.

Elena


Per me le parole di quest’anno sono: tenacia, creatività, condivisione, fiducia. Mai come quest’anno ho bisogno di tenacia per affrontare le sfide della scuola nell’epoca del covid, devo imparare a cambiare il modo di lavorare adattandomi alle nuove norme, così c’è bisogno di molta creatività per pensare attività di intersezione anche da lontano oppure per trovare un modo di comunicare in modo efficacie con i genitori. L’altra cosa importante per me è la condivisione, non solo con la collega di sezione ma soprattutto con tutte le colleghe che quest’anno non vediamo spesso in presenza. La cosa più importante sarà la fiducia in chi ci aiuta, in chi ci sta vicino, e fiducia che passi al più presto questo periodo che stiamo vivendo.

Maria Chiara

 

Lunedì 7 settembre, dopo un lungo periodo di lockdown a causa della pandemia, la scuola delle Francescane ha riaperto i battenti con una grande voglia da parte di noi maestre di ricominciare la nostra straordinaria missione e di intraprendere una bellissima avventura insieme ai nostri bambini. Quando inizia un nuovo anno scolastico pensi a come vorresti che fosse, quali strategie mettere in in campo per una buona riuscita, cosa progettare per i bambini, come vorresti che fosse la comunicazione con i genitori...Sicuramente non è un anno facile perchè sono in vigore molte regole che interessano la prevenzione e la sicurezza per il contenimento del covid19, ma voglio prendere questo momento che stiamo attraversando come una bella sfida per mettermi in gioco sia come persona e sia come insegnante. Il mio desiderio è quello di accogliere i bambini a me affidati con uno sguardo nuovo per poterli riscoprire e attingere da loro forza, entusiasmo, stupore, leggerezza, divertimento, curiosità, meraviglia cercando di cogliere da ognuno la loro unicità. Franco Nembrini,   insegnante, pedagogista, scrittore, afferma che: “Amare vuol dire amare ciò che l'altro è e il suo destino...Far sentire all'altro che quando lo guardi, quando sei con lui tu sei tutto per lui e lui è tutto per te, come in un rapporto esclusivo. Si chiama amore questa cosa per cui l'altro si sente tutto consegnato a te perchè tu ti consegni tutto al rapporto con lui”. Penso che questa frase racchiuda tutto ciò che un'insegnante dovrebbe essere e vorrei tanto che lo fosse anche per me. Questo è un anno che ci permette la famosa “pedagogia della lumaca” ossia del tempo lento, dilatato, flessibile dove i bambini possano giocare e fare esperienze, senza pressioni, senza passare da un'attività all'altra in modo frenetico. Vorrei dare loro il tempo di riguardare ciò che hanno fatto, di stare anche dei momenti senza far nulla, il famoso oziare, di fermarsi a guardare qualcosa che in quel momento li attiri, ammirare la natura che è intorno a noi in un clima dove regni il benessere e lo stare bene a scuola.

Monica


CAPITOLO 1: IL CONTESTO SCUOLA

L’opera è nata nel 1885 col metodo Froebeliano “Giardino d’Infanzia” e in seguito si è sempre più sviluppata; è cambiato il metodo, ma non il carisma di scuola cattolica.

Infatti dal “Grande pedagogista” abbiamo appreso l’importanza di una filosofia educativa imperniata sul concetto di unità, da adattare alla molteplicità del reale, convinte che Dio è “il Principio Unico di tutte le cose” e che un intervento formativo consapevole sia rispettoso, prima di tutto, della naturale spontaneità infantile.

L’identità della scuola d’ infanzia “Suore Francescane” è profondamente legata al suo progetto educativo che si fonda sull’esempio di San Francesco, esperienza di vita vissuta positivamente nella scoperta del significato della realtà, che si traduce in amore della natura e per tutto quello che è opera dell’uomo.

Le suore Francescane continuano a rendere vivo questo carisma, attraverso la costruzione di una trama di relazioni significative con nove   insegnanti laiche, personale non docente, bambini e genitori.

La scuola è situata nel centro storico che si sta lentamente spopolando, ma conta più di cento bambini, è una scuola viva, accogliente, partecipata, attiva, dinamica, attenta alle persone che la vivono e alle loro caratteristiche. Da qualche anno sono presenti nella nostra scuola bambini provenienti da paesi della comunità europea e non, le cui lingue e culture si diversificano dalle nostre. Nascono quindi alcuni bisogni e desideri di inclusione: aiutare i bambini stranieri e i loro genitori a relazionarsi, a sentirsi parte del gruppo sezione e della comunità scolastica, a capire che ognuno di essi è unico ed irripetibile come il Vangelo ci insegna e che la bellezza di ogni diversità crea una società più ricca ed accogliente.

Papa Francesco dice: “Tutto il creato forma un insieme armonioso, buono, ma soprattutto gli umani, fatti ad immagine e somiglianza di Dio, sono un’unica famiglia, in cui le relazioni sono segnate da una fraternità reale non solo proclamata a parole: l’altro e l’altra sono il fratello e la sorella da amare, e la relazione con Dio che è amore, fedeltà, bontà, si riflette su tutte le relazioni tra gli esseri umani e porta armonia all’intera creazione. Il mondo di Dio è un mondo in cui ognuno si sente responsabile dell’altro, del bene dell’altro “.

CAPITOLO 2: LE FINALITA’

Le FINALITA’ che intendiamo perseguire nel cammino scolastico con i bambini che ci vengono affidati traggono origine da un fondamentale documento istituzionale: “le indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia”, avendo però cura di “declinarle e metabolizzarle” secondo l’insegnamento del Vangelo di Gesù. Solo avendo chiara, prima di tutto a noi educatrici, le peculiarità e specificità della proposta culturale della scuola di ispirazione cristiana, saremo poi in grado di esplicitare e condividere con le famiglie un armonioso quadro valoriale cristiano. I bambini, protagonisti attivi, nella loro “bella e buona” scuola apprenderanno grazie all’esempio di GESU’ MAESTRO, accompagnati da maestre a loro volta in cammino verso una consapevolezza e riflessività sempre maggiori.

La finalità della scuola dell’Infanzia è di promuovere nei bambini lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza e li avvia alla cittadinanza.

Consolidare l’identità significa vivere serenamente tutte le dimensioni del proprio io, stare bene, essere rassicurati nella molteplicità del proprio fare e sentire, sentirsi sicuri in un ambiente sociale allargato, imparare a conoscersi e ad essere riconosciuti come persona unica e irripetibile. Vuol dire sperimentare diversi ruoli e forme di identità: quelle di figlio, alunno, compagno, maschio o femmina, abitante di un territorio, membro di un gruppo, appartenente a una comunità sempre più ampia e plurale, caratterizzata da valori comuni, abitudini, linguaggi, riti, ruoli.

Sviluppare l’autonomia significa avere fiducia in sé e fidarsi degli altri; provare soddisfazione nel fare da sé e saper chiedere aiuto o poter esprimere insoddisfazione e frustrazione elaborando progressivamente risposte e strategie; esprimere sentimenti ed emozioni; partecipare alle decisioni esprimendo opinioni, imparando ad operare scelte e ad assumere comportamenti e atteggiamenti sempre più consapevoli.

Acquisire competenze significa giocare, muoversi, manipolare, curiosare, domandare, imparare a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione e il confronto tra proprietà, quantità, caratteristiche, fatti; significa ascoltare, e comprendere, narrazioni e discorsi, raccontare e rievocare azioni ed esperienze e tradurle in tracce personali e condivise; essere in grado di descrivere, rappresentare e immaginare, «ripetere», con simulazioni e giochi di ruolo, situazioni ed eventi con linguaggi diversi.

Vivere le prime esperienze di cittadinanza significa scoprire l’altro da sé e attribuire progressiva importanza agli altri e ai loro bisogni; rendersi sempre meglio conto della necessità di stabilire regole condivise; implica il primo esercizio del dialogo che è fondato sulla reciprocità dell’ascolto, l’attenzione al punto di vista dell’altro e alle diversità di genere, il primo riconoscimento di diritti e doveri uguali per tutti; significa porre le fondamenta di un comportamento eticamente orientato, rispettoso degli altri, dell’ambiente e della natura. Tali finalità sono perseguite attraverso l’organizzazione di un ambiente di vita, di relazioni e di apprendimento di qualità, garantito dalla professionalità degli operatori e dal dialogo sociale ed educativo con le famiglie e con la comunità.

“Senza regole di comportamento e di vita, fatte valere giorno per giorno anche nelle piccole cose, non si forma il carattere e non si viene preparati ad affrontare le prove che non mancheranno in futuro…” (Benedetto XVI)

“Un seme isolato non cresce più, ma messo in condizione di essere sollecitato da altro, allora si sprigiona.” (Don Giussani)

CAPITOLO 3

 IL NOSTRO PERCORSO EDUCATIVO – DIDATTICO

“Momo”

Esiste un tempo eppur quotidiano mistero...questo mistero è il tempo- Esistono calendari ed orologi per misurarlo, misure di ben poco significato, perché tutti sappiamo che, talvolta in un'unica ora ci può sembrare un'eternità e un'altra invece passa in un attimo - dipende da quel che viviamo in quest'ora. Perché il tempo è vita e la vita dimora nel cuore.

Premessa

La storia che vogliamo attuare questo anno scolastico ha come protagonista una bambina di nome Momo e come filo conduttore il tema del tempo che desideriamo che ci accompagni in tutte le esperienze che proporremo ai nostri/e bambini/e. Stiamo attraversando a causa della pandemia che ha colpito tutto il mondo un periodo che ha scatenato in tutti noi emozioni cariche di ansia, paura, dolore, difficoltà, ma ci ha offerto anche una meravigliosa opportunità per riallineare tutto, per ridisegnare un orizzonte più autentico e vero. Inoltre ci invita ad aggiustare quello che non va, di togliere il superfluo, ma soprattutto di ridisegnare il tempo trovando una dimensione più umana. Noi maestre sentiamo l'esigenza più che mai di darsi del tempo, rallentare il ritmo frenetico della propria esistenza, stabilire priorità, programmare con intelligenza le nostre attività. Vorremmo vivere questo anno scolastico con lentezza che ci educa alla sensibilità e ci permette di gustare il senso della vita.

Motivazioni

Perché scegliere la storia di Momo? È una storia semplice, tra realtà e fantasia, dove la protagonista è una bambina come lo sono i nostri anche se è un po’ più grande, dotata di qualità particolari come quella di saper ascoltare con, grande attenzione e vivo interesse, di infondere fiducia, ma nello stesso tempo non sembra avere qualità magiche o sovrumane. Inoltre nella storia troviamo l'amicizia, le relazioni con gli altri, il superamento degli ostacoli, il tempo che ci istruisce, ci fa riflettere, il valore dell’attesa. Il dover attendere qualcosa ci educa alla cura, all'attenzione ai dettagli, all'assaporare più intensamente quanto fatto. Non solo anche i personaggi della storia contribuiscono al motivo della nostra scelta; oltre alla protagonista compare una figura che la aiuterà a riconquistare il tempo e questo compito è stato affidato a una tartaruga di nome Cassiopea, che diventerà per tutti i bambini della scuola la nostra mascotte e a turno ce ne prenderemo cura allestendo per lei “la sua casa” nel nostro giardino. Interessante anche la figura saggia del custode del tempo che le indicherà la strada per riportare tutto alla normalità che rappresenta per i bambini la figura amorevole della maestra che li conduce per mano alla vita buona. Dobbiamo imparare come scuola a darci un tempo che dia tempo a tutti per vivere l'esperienza e rielaborarla dando significato, per dare un senso al cammino fatto, per lasciare ai bambini la possibilità di far emergere i talenti di cui sono portatori; un tempo per lasciare che Dio intervenga con il dono della saggezza; un tempo per poter cercare, a partire dai significati sperimentati, un Significato più grande.

Finalità

La nostra scuola dell'infanzia si rivolge a tutte le bambine e i bambini ed è la risposta al loro diritto all'educazione e alla cura e si pone la finalità di promuovere lo viluppo dell'autonomia, della competenza e li avvia alla cittadinanza vista sotto lo sguardo del tempo.

·Raccontare e descrivere esperienze vissute attraverso varie forme di comunicazione, creazione e fantasia. 

·Percepire il trascorrere del tempo su sé stessi, sulle persone e sull'ambiente in generale. 

·Saper cogliere la successione degli avvenimenti ·Interagire con i compagni


Obiettivi specifici di apprendimento

Discorsi e parole

Saper ascoltare e comprendere narrazioni 
Comunicare emozioni sentimenti attraverso il linguaggio verbale 
Sperimentare rime filastrocche e drammatizzazioni

Il corpo e il movimento 
Sapersi muovere nello spazio  

Sapere controllare l'esecuzione del gesto  

Interagire nei giochi di movimento, nella musica, nella danza

Immagini, suoni, colori 
Esprimere a livello grafico- pittorico e costruttivo gli ambienti dell'ambiente in esame Favorire e sperimentare diverse tecniche di espressione e comunicazione

La conoscenza del mondo
Collocare le azioni quotidiane nel tempo della giornata e della settimana 

Riferire correttamente eventi del passato recente 

Dire cosa potrà succedere in un futuro immediato e prossimo

Il sé e l'altro
Accogliere le caratteristiche della tradizione cattolica e della cultura di appartenenza 

Rispettare e valorizzare il mondo che ci circonda 

Orientarsi nelle prime generalizzazioni di passato, presente, futuro Scoprire una realtà alla quale si è legati emotivamente

Attività 
Letture di storie sul tempo 

Verbalizzazioni 

Drammatizzazioni

Conversazioni libere e guidate 

Rappresentazioni grafico -. pittoriche e plastiche 

Giochi tradizionali e popolari 

Rime filastrocche e canti 

Giochi logico-matematici 

Metodologia 

Questo anno, causa l'emergenza Covid, ci dobbiamo attenere alle linee guida del Ministero dell'istruzione che ci impone causa distanziamento dei bambini di non fare attività di intersezione quindi dovremo pensare anche a un nuovo modo di fare didattica. Nelle varie sezioni ogni maestra svolgerà il suo progetto sul tempo, pensato e indirizzato all'età dei propri bambini, usando creatività e fantasia. Anche la lettura del libro della storia di Momo potrà essere letta integralmente o riassunta attraverso diapositive, foto, drammatizzazioni con i vari personaggi che ci aiuteranno ad iniziare e a scandire il tempo. Non mancheranno esperienze di apprendimento concrete e divertenti, spunti per le attività di rielaborazione orale e grafica, cartelloni di misurazione del tempo e riflessioni individuali. La phylosofy all'interno del circle time ci consentirà di sviluppare la comunicazione e sollecitare le relazioni interpersonali all'intero gruppo classe in un clima di serenità e di condivisione.

“La nostra vita è fatta di tempo. E il tempo è dono di Dio pertanto occorre impegnarlo in azione buone e fruttuose”    

                                                                Papa Francesco 

CAPITOLO 4

IL NOSTRO MODO DI FARE SCUOLA

4.A.

LA TRASVERSALITA’ dell’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA

Crediamo utile accennare un aspetto veramente importante e distintivo per il nostro modo di intendere la componente religiosa all’interno della prassi educativa.

 La nostra scuola offre una proposta educativa che si fonda su una chiara e sicura visione antropologica cristiana, per cui ogni aspetto dell’educazione e ogni momento dell’esperienza scolastica ricevono una loro caratterizzazione specifica ed originale dal costante riferimento a Cristo e al Suo Vangelo. L’intento è quello di curare e nutrire l’interezza della personalità del bambino considerando i bisogni primari e profondi quali la cura della spiritualità e moralità che risiedono in ciascuno di noi

Nello stesso tempo però sono sempre previsti momenti specifici nei quali si insegnano al bambino determinati contenuti religiosi riguardanti: Gesù Cristo e i suoi insegnamenti; la tradizione cristiana anche collegata alla città di Forlì; l’agiografia.

Ottobre, novembre e dicembre sono sempre dedicati alla festa dei nonni, a San Francesco patrono d’Italia, alla preparazione al santo Natale; gennaio e febbraio sono i mesi della Madonna del Fuoco; febbraio, marzo e aprile sono trascorsi in preparazione alla Santa Pasqua, alla festa di San Giuseppe e del papà, maggio è il mese delle mamme e di Maria. In tutti questi mesi ogni giorno viene dedicata almeno mezzora/un’ora all’insegnamento della religione cattolica (in base ai contenuti, all’età o all’attenzione dei bambini). L’insegnamento della religione cattolica prevede due ore settimanali per sezione.

L’insegnamento della religione cattolica è sempre favorito e stimolato da esigenze legate a circostanze concrete per stimolare maggiormente l’interesse del bambino (recite di Natale, lavanda dei piedi e pranzo speciale come ai tempi di Gesù, passeggiate in città: chiese, monumenti, arte sacra).

In questo anno scolastico il percorso di aggiornamento proposto dalla Fism e dalla Diocesi di Forlì - Bertinorodal titolo “Io nel Mondo, la mia storia in una grande storia”, intende favorire la crescita dell’identità del bambino che fin dalla tenera età ha necessità di affondare le sue radici in un contesto rassicurante che definisca e accerti la sua appartenenza. Dopo il periodo di lontananza e disorientamento legato al perdurare della chiusura scolastica, in seguito al protrarsi del Corona virus, riteniamo prioritario rassicurare e orientare i bambini dentro un contesto di fiducia e speranza in cui la compagnia del Maestro, di maestri tratti dalle storie della Tradizione e dei loro maestri , compagni di cammino educativo, possano infondere sicurezza e rafforzare i legami e la certezza di uno sguardo positivo attraverso cui riprendere la strada di crescita e riaffacciarsi al mondo.  

La nostra cultura è ricca di storie che aiutano a sedimentare l’appartenenza a contesti narrativi di grande valenza educativa a cui la Tradizione ci tiene legati perché nel tempo hanno dato la possibilità all’intera umanità di crescere attraverso l’immedesimazione coi luoghi e i personaggi.

Le storie che abbiamo scelto intendono pertanto riannodare i legami e rinforzare l’identità attraverso la scoperta di significati rassicuranti.

Percorso di aggiornamento:

FIABE D’IDENTITA’ relatore: Roberto Filippetti, 2 ore.

A Roberto Filippetti consegniamo l’avvio del convegno di inizio anno con un messaggio di speranza rivolto sia alle educatrici che ai bambini e attraverso cui rilanciare la ripartenza, ricucire i legami e costruire un ponte educativo tra quanto interrotto e quanto sta per ripartire. La lettura di fiabe classiche e la relativa riflessione sarà finalizzata a porre le basi su cui sedimentare la crescita dell’identità facendo riferimento alle buone storie di cui Filippetti è un grande cultore.

IL PRESEPE, CHE MERAVIGLIA! relatori: Giampiero Pizzol- Padre Marco Finco, 3 ore.

In questa riflessione scopriremo il significato dei vari elementi che compongono la scena presepiale. Il Presepe è occasione per incontrare la Sacra famiglia e il miracolo di Dio che si fa uomo. L’Avvento può permetterci di attivare un percorso con i bambini e aprire “il baule delle storie". Gian Piero Pizzol ci ha consigliato diversi racconti che possono accompagnarci con i bambini all’arrivo alla capanna.

Il presepe (il cui inventore fu il nostro amico S. Francesco) è ricco di simboli, i suoi tanti personaggi possono raccontarci tante cose.

Il presepe ci incanta con la sua semplicità e ci permette di entrare nella profondità di un mistero che si incarna nella nostra umanità e nella concretezza della vita quotidiana, grazie proprio a questi personaggi così umili ma pieni di significati.

SE TU FOSSI QUI, relatori: Elisa Mazzoli e don Gian Piero Casadei sulla rilettura del testo di Franco Nembrini: L’avventura di Pinocchio Edizioni Centocanti, 2,5 ore.

La ripresa del testo di Pinocchio sarà l’occasione attraverso cui sottolineare alcuni passaggi fondamentali che segnano la crescita di un bambino ponendo a cuore le caratteristiche fragilità e i punti nodali nella crescita; verranno riprese le Riflessioni del cardinal Biffi da cui Nembrini è partito nella stesura del testo e parallelismi della famosissima opera di Collodi con alcuni passaggi della Bibbia.

Verranno affrontati sia la Collocazione letteraria dell’opera, sia i campi semantici e proposti possibili percorsi didattici

LA VOCE DEL CUORE, relatrice: Elisa Mazzoli, 2,5 ore.

Nella crescita e nell’introduzione alla realtà è importante aiutare i bambini a conoscere le cose e a dare loro un nome così come accadde un di’ durante la Creazione...

Leggere e narrare insieme ai bambini più piccoli diventa un contesto educativo attraverso cui chiamare le cose con il loro nome.

Verranno utilizzati albi illustrati, cartonati, silent books, raccolte di racconti, filastrocche e canzoni, finger rhymes, narrazioni della tradizione orale destinati ai bambini della scuola dell’infanzia a partire dai più piccoli della fascia 0-3 anni.

TRAGUARDI IRC RELATIVI AI DIVERSI CAMPI DI ESPERIENZA

IL SÉ E L’ALTRO

Scoprire nel Vangelo la persona e l’insegnamento di Gesù, da cui apprendere che Dio è Padre di ogni persona e che la Chiesa è la comunità di uomini e donne unita nel suo nome, per iniziare a maturare un senso positivo di sé e sperimentare relazioni serene con gli altri, anche appartenenti a differenti tradizioni culturali e religiose.

IL CORPO E IL MOVIMENTO

Esprimere con il corpo la propria esperienza religiosa per cominciare a manifestare adeguatamente con i gesti la propria interiorità, emozioni ed immaginazione.

LINGUAGGI, CREATIVITA’, ESPRESSIONE

Riconoscere alcuni linguaggi simbolici e figurativi tipici della vita dei cristiani (feste, preghiere, canti, spazi, arte), per esprimere con creatività il proprio vissuto religioso.

I DISCORSI E LE PAROLE

Imparare alcuni termini del linguaggio cristiano, ascoltando semplici racconti biblici, saperne narrare i contenuti riutilizzando i linguaggi appresi, per sviluppare una comunicazione significativa anche in ambito religioso.

LA CONOSCENZA DEL MONDO

Osservare con meraviglia ed esplorare con curiosità il mondo, riconosciuto dai cristiani e da tanti uomini religiosi come dono di Dio Creatore, per sviluppare sentimenti di responsabilità nei confronti della realtà, abitandola con fiducia e speranza.

4.B.

IL GIOCO

“Non c’è niente di più serio e più coinvolgente del gioco per un bambino. E in questa sua serietà è molto simile ad un artista intento al suo lavoro. Come l’artista, anche il bambino giocando trasforma la realtà, la reinventa, la rappresenta in modo simbolico, creando un mondo immaginario che riflette i suoi sogni ad occhi aperti, le sue fantasie, i suoi desideri.”

(Silvia Vegeti Finzi, A piccoli passi, Mondadori)

Il gioco è innanzitutto divertimento. Rousseau affermava l’importanza del gioco come fonte di gioia: il bambino infatti gioca spontaneamente proprio perché prova sensazioni di benessere. Un bambino è più bambino quando gioca, il gioco è la vita stessa del bambino; è il modo di essere e di fare esperienza dei bambini e soddisfa una vasta serie di esigenze: fare, esplorare, conoscere, liberarsi delle energie superflue, misurarsi con sé stessi e con le cose, comunicare, esprimersi, socializzare. Attraverso il gioco il bambino si esprime con la propria personalità mescolando elementi magici e fantastici con quelli reali tentando di riprodurre, imitare, ripetere, impersonificare. Attraverso il gioco si sviluppa e si stimola l’attenzione, la concentrazione e la memoria, ma anche l’autocontrollo e la capacità di confronto. Il gioco stimola la curiosità e favorisce la socializzazione, il rispetto delle regole, la convivenza e la collaborazione. Un bambino gioca naturalmente ma ha bisogno di qualcuno che lo guardi, non per controllo, ma che lo guardi benevolmente, che apprezzi quello che lui sta vivendo, perché questo aumenta nel bambino la fiducia in sé. Un bambino gioca per il suo piacere ma dice “guardami maestra, guarda, dammi un rimando che ciò che sono io è bello e buono”. Inoltre il bambino ha proprio bisogno di un adulto che si immedesimi con quello che lui sta facendo e cerchi di capire che cosa sta esprimendo nel suo gioco.

Nella nostra scuola dell’infanzia si dà particolare attenzione al gioco simbolico e di finzione negli angoli delle sezioni, al gioco libero ai tavoli (con vari tipi di costruzioni, legnetti, di animali, di macchinine …. giochi in scatola) al gioco negli spazi esterni ai giochi guidati e liberi della nostra tradizione.

I GIOCHI SIMBOLICI E DI FINZIONE ALL’ESTERNO E NELLE SEZIONI.

Il gioco simbolico e di finzione rappresenta una delle attività più importanti del bambino per tutto l’arco della scuola dell’infanzia. Attraverso questi giochi (nell’angolo della casa, del castello, della barca, dei travestimenti, delle bambole, della parrucchiera, del fabbro… i bambini e le bambine imparano a fare i grandi, ad interpretare ruoli diversi, ad immaginare situazioni ed eventi, e tutto questo comporta un gran lavoro di regia prima di iniziare il gioco, come ad esempio, distribuirsi le parti da interpretare. I bambini e le bambine attraverso questa modalità di gioco fanno propria la cultura di appartenenza e si identificano con i genitori, le maestre ecc... A volte un mestolo diventa una spada o le sedie in fila diventano un treno: entra in scena il simbolo e il processo di rappresentazione mentale.

GIOCHI LIBERI AI TAVOLI

Quando i bambini giocano con vari tipi di costruzioni o di legnetti progettano quello che vogliono fare, pensano, riflettono, risolvono problemi che sorgono, si distribuiscono ruoli. C’è un continuo porre e porsi dei problemi e risolverli (rapporti di causa – effetto: “Se …. Allora…”) che sono alla base di ogni ragionamento. Il gioco delle costruzioni e dei legnetti (trovare pezzi uguali per fare due torri e appoggiarci sopra un pezzo più lungo e piatto per fare il ponte), presumono la capacita di progettare, di fare ipotesi, di fare tentativi, c’è quindi un ragionamento di tipo scientifico.

I puzzle per i bambini più grandi di 4 e di 5 anni permettono loro di ricostruire un’immagine partendo da un singolo pezzo, quindi sono fondamentali per lo sviluppo delle abilità spaziali, utilissime nel campo della matematica e della geometria.

L’angolo delle macchinine con una grande pista permette al bambino di rielaborare e comprendere i segnali stradali e le norme del codice della strada.

I GIOCHI NEGLI SPAZI ESTERNI

Il cortile della nostra scuola è stato diviso in quattro settori, uno per ogni sezione, i bambini possono trovare lo scivolo, la nave, la barca, la casina, il tunnel, le cyclette, le bici, e i tricicli. Questi giochi permettono loro di cimentarsi in esperienze motorie e giochi diversificati, muoversi in autonomia, sviluppare le capacità motorie, relazionarsi con i coetanei usando modalità diverse.

I bambini possono vivere esperienze a stretto contatto con la natura (erba, insetti, siepe di alloro, ippocastano, ulivi, albero dei cachi, pianta del kiwi, svariati tipi di fiori …) esplorando, imparando a riconoscere suoni e colori, manipolando materiali naturali (terra, sabbia, erba, foglie, sassi, rametti, accrescendo e sviluppando il bagaglio delle potenzialità cognitive e intellettive insite nella loro personalità.

GIOCHI GUIDATI E LIBERI DELLA NOSTRA TRADIZIONE

Il gioco è l’espressione più autentica della cultura umana, è sempre “figlio   del suo tempo” e si adatta al contesto sociale in cui si svolge. Il recupero dei giochi tradizionali rappresenta pertanto la riscoperta della propria storia, delle proprie origini e del senso di appartenenza: nascondino, strega comanda colore, ruba bandiera, “ho nascosto un bel bambino”, “zitti zitti che babbo dorme”, girotondi, gioco della settimana, la coda del serpente, l’anaconda, trotta trotta cavallino, la bella lavanderina, passa il pescatore, il gioco dei tappi, la corsa con i sacchi, acqua fuochino e fuoco, tiro alla fune……

Questi giochi sviluppano nel bambino la capacità di concentrarsi, capire le regole; stare all’interno del piccolo e del grande gruppo; rispettare l’ordine di gioco; svolgere determinati gesti o dire alcune parole chiave al momento giusto come nel caso dei giochi accompagnati da canzoni.

IL GIOCO EURISTICO

Il gioco euristico è inteso come attività di esplorazione spontanea che il bambino compie su materiale di tipo “povero”, contenitori piccoli da inserire in quelli grandi, palline da impilare, oggetti che rotolano, tappi di sughero, mollette di legno, catenelle, stoffe, etc.

Il gioco euristico ha lo scopo di favorire l’esplorazione di un materiale vario, che stimola la concentrazione e l’immaginazione del bambino, per consentirgli di inventare un suo utilizzo sempre diverso e originale.

Durante il gioco, l’adulto interverrà raramente e solo per rassicurare e ricreare l’interesse.

4.C.

LA MEDIAZIONE DIDATTICA PER VALORIZZARE LE ESPERIENZE E LE COMPETENZE DI OGNI BAMBINO

“Dove parole non sono pronunciate, tenteremo di costruire con un nuovo linguaggio.”         (Thomas Eliot )

L’educazione non è spiegare la realtà, ma è accompagnare il bambino ad entrare nel reale, attraverso la mediazione dell’adulto che lo aiuta a dare senso alle parole e alle azioni, a svelare il senso e le emozioni che si nascondono dietro ai gesti affinché diventino significativi. Il metodo Feuerstein, che abbiamo approfondito con la nostra pedagogista, è una tecnica di mediazione che si adatta ai bisogni del bambino e stimola i processi intellettivi. Il metodo dà una forte valenza alla relazione, diventa evidente che solo attraverso un rapporto si può imparare, conoscere, crescere, essere amati, curati, protagonisti del proprio esistere. La mediazione per noi diventa essenziale nella relazione con i bambini.

In corso d’anno è possibile che le insegnanti, in accordo con le famiglie e la coordinatrice pedagogica, propongano progetti mirati per migliorare le competenze e l’apprendimento di bambini con bisogni educativi speciali. Intendiamo quindi, sottolineare l’importanza della mediazione didattica, anche rispetto all’inclusione nella nostra scuola di bambini con disabilità e bambini che appartengono ad etnie diverse. Principio della mediazione, nello specifico, è quello di far capire al bambino che si ha a cuore il suo bene e che il compito delle insegnanti è quello di aiutarlo in tutto il suo percorso, didattico, emotivo e relazionale. In questi casi dove le necessità sono diverse e più importanti, le insegnanti si adoperano affinché il bambino si possa affidare a loro, fidare di loro, dell’ambiente che lo circonda e dei compagni. Le insegnanti lo osservano, comprendono le sue esigenze; con attività diverse e molteplici tirano fuori al meglio le sue capacità, particolarità e competenze. Ci sono un’osservazione e un dialogo costanti, è fondamentale relazionarsi con amore per trovare quel filo conduttore che è proprio la “mediazione”, filo che ha l’obbiettivo di far sentire i bambini importanti. I genitori e le famiglie sono parte operativa e partecipano attivamente a quello che è il percorso didattico-formativo del bambino, il quale si deve sentire essere unico e speciale, non solo nel contesto scolastico ma anche al di fuori. Non si tratta di integrare il bambino con bisogni speciali in contesti di normalità, bensì creare le condizioni per valorizzare al massimo le potenzialità individuali, favorire la partecipazione di tutti e rimuovere gli ostacoli che si frappongono all’apprendimento.

Dobbiamo infondere autostima e fornirgli strumenti necessari per fare in modo che la diversità possa essere valorizzata come valore in sé, che possa essere una forza costruttiva, indispensabile per superare le frustrazioni, per fare sempre meglio e per essere orgoglioso dei progressi fatti, il bambino potrà esternare le proprie emozioni e sensazioni senza paura, in modo da trovare il proprio posto nella società.

La nostra mediazione didattica agisce attraverso:

  • intenzionalità e reciprocità;
  • trascendenza (“Trascendere significa andare oltre l’immediata necessità e dare un senso a quello che si fa”);
  • trasmissione di significato “Non basta insegnare, bisogna far sentire le cose.”

Il bambino non conosce il mondo attraverso i concetti come gli adulti, ma attraverso le emozioni e l’affetto, quindi per capire un’idea, per progredire, occorre guardarlo con sguardo ottimista e suscitare sensazioni positive in lui.   È importante accrescere l’autostima e la fiducia nelle proprie risorse e la sicurezza interiore (i punti di forza) “Insegnare ad aver fiducia nelle proprie risorse è l’eredità più preziosa che possiamo lasciare ai nostri figli.” Feuerstein ). Un bambino che crede in sé stesso è fiducioso, e affronta anche situazioni negative. Inoltre è necessario creare condizioni perché il bambino sperimenti il successo, entrare in empatia con lui e farlo sentire unico ed irripetibile.

Mediatori didattici sono per noi: contatto fisico quale veicolo di comunicazione affettiva stabile e confortevole, tutoring, attività psicomotoria, visione di diapositive, lettura di immagini, esperienze concrete per stimolare l’immaginazione, giochi simbolici e di ruolo, drammatizzazioni, ascolto di storie che consentono di esprimere sentimenti e vissuti interni attraverso il meccanismo della proiezione, attività in piccolo e grande gruppo per promuovere lo stupore, (preludio all’apprendimento e alla conoscenza) e per valorizzare le diverse intelligenze. Diventano mediatori di strategie metodologiche e didattiche gli altri bambini, le colleghe, la nostra pedagogista e tutta l’equipe della scuola.

4.D

LO SPAZIO DOVE SI VIVE, SI CRESCE E SI EDUCA. 

Lo spazio nella scuola dell’Infanzia non è semplicemente un contenitore, ma è uno spazio educativo pensato e costruito per i bambini: è uno spazio che parla dei bambini, dei loro bisogni di gioco, di movimento, di espressione, di intimità e di socialità attraverso l’ambiente fisico, la scelta e la disposizione degli arredi, dei giochi e dei materiali. Numerosi sono gli obiettivi sottesi all’organizzazione dello spazio: gli angoli all’interno della sezione aiutano il bambino ad avere punti di riferimento, ad acquisire sicurezza e favoriscono l’organizzazione logica; gli spazi esterni favoriscono l’osservazione e l’esplorazione della natura, lo sviluppo delle capacità di orientamento e soddisfano la loro esigenza di moto. Lo spazio della scuola è il luogo in cui il bambino apprende, il luogo degli affetti, dove ciò che conta è come ci si sente al suo interno, dove si sviluppano vissuti, memorie, legami attraverso i quali il bambino sperimenta e costruisce la sua identità. Star bene a scuola è un obiettivo fondamentale e trasversale a tutti gli apprendimenti dei campi di esperienza; promuovere questo obiettivo significa anche predisporre contesti rassicuranti, accoglienti, invitanti che favoriscono l’incontro con gli altri e con i materiali. Le insegnanti organizzano con cura i materiali e lo spazio all’interno e all’esterno della sezione in base alle varie fasce di età dei bambini e ai loro bisogni che riguardano diversi aspetti: cognitivo e di autonomia (fare da solo, fare con l’adulto, fare in piccolo e/o grande gruppo), esplorativo, manipolativo, di movimento, di socializzazione (giochi con le regole, giochi simbolici) e affettivo (calma, ascolto). Gli possono subire trasformazioni in base alle osservazioni e ai bisogni educativi del momento.

LA NUOVA ORGANIZZAZIONE:

La scuola gode di un ampio spazio esterno attrezzato con tricicli e strutture ludiche che offre tante possibilità di gioco libero e guidato, attività motoria, giardinaggio, esplorazione, contatto con la natura, conversazioni e attività grafico pittoriche all’aria aperta, esperienze con alberi da frutto, orti, inserimenti più sereni, giochi sotto la pioggia e la neve, …

È stato suddiviso in quattro aree, una per ogni sezione,

organizzate con divisori e arredi per riporre materiali. Negli ultimi anni lo spazio esterno è diventato per noi “uno stile educativo”: il nostro modo di vivere la scuola è cambiato molto grazie alla sperimentazione del metodo di “outdoor education” del professor Farnè e agli incontri di formazione Fism e alle esperienze personali. Ogni anno l’obiettivo di noi maestre è quello di aggiungere e migliorare qualcosa nello spazio esterno: due anni fa abbiamo ricevuto dall’Associazione dei genitori gli orti urbani che hanno dato il via ha un percorso bellissimo che ogni anno si “espande”. L’anno scorso sono stati coinvolti anche i genitori e i nonni in un “laboratorio” di nuovi allestimenti in giardino e di manutenzione degli stessi: la tenda degli indiani, il cerchio con i tronchi, il percorso sensoriale a piedi nudi, e altro ancora. Uno spazio delimitato da recinzione è destinato alla semina. I bambini, organizzati in piccolo gruppo si avvicinano al mondo dell’orto e del giardinaggio. Ogni sezione si occupa di una parte e le attività annesse a questo spazio ci insegnano a rispettare la natura, a cogliere l’influsso delle stagioni, a valorizzare la ricchezza del lavoro collettivo, ad attendere rispettando i tempi della crescita e ad osservare le trasformazioni.     Anche i nostri spazi interni sono pensati, organizzati in modo flessibile, diversificati, capaci di aperture impreviste alla curiosità e allo stupore, ricchi di materiali significativi e reali perché l’apprendimento avviene non solo attraverso la relazione adulto-bambino, ma all’interno di un contesto accogliente e attraverso una molteplicità dei modi di apprendere che hanno bisogno di essere tradotti in spazi organizzati, differenziati e flessibili.

Da quest’anno ogni sezione (gruppo omogeneo di bambini) avrà a disposizione due aule comunicanti nelle quali potersi dividere per evitare assembramenti e per garantire il distanziamento. Le sezioni sono suddivise in “angoli” ben pensati ben delineati, identificabiliriconoscibili  per la presenza di materiali adeguati all’angolo, condivisi a piccoli gruppi, ordinati e raccolti , ricreano gli ambienti familiari e suggeriscono azioni coordinate.

L’organizzazione degli spazi educativi, in quanto elemento che interagisce dinamicamente con la qualità dei processi e delle relazioni, è oggetto di verifiche periodiche sia in riferimento alla sua coerenza con l’intenzionalità espressa in sede progettuale, sia in relazione all’utilizzo che ne fanno i bambini e ai significati che a essa attribuiscono dell’ambiente. Riorganizzare lo spazio vuol dire cambiare le relazioni, consentire la libera scelta, l’autonomia di percorsi e di gesti, immaginare nuove possibilità, anche in spazi noti e conosciuti. A piano terra troviamo la sezione dei tre anni che ha a disposizione il refettorio ed un salone con annessi servizi igienici ad uso esclusivo. Nel corridoio dell’ascensore troviamo il bagno con water e rubinetti riservati ai bambini di quattro anni.

L’atrio della scuola

è diviso equamente per l’ingresso e l’uscita dei bambini di quattro e cinque anni. Al primo piano si trovano le due aule comunicanti dei quattro anni e due aule comunicanti dei cinque anni. Nel bagno i servizi igienici sono equamente divisi e riservati per ogni classe. Lungo il corridoio è presente la stanza Covid dove isolare il bambino e l’insegnante in caso il bambino presenti febbre associata ad un altro sintomo Covid.

Ingressi, uscite differenziati per orari e luoghi.

Il pranzo (per tutte le sezioni dalle ore 11,30 alle ore 12,30) e il riposino pomeridiano (per le sezioni Tartarughe e Stelle) si svolgeranno nelle relative sezioni.

“Il dono più grande che il bambino può ricevere da un adulto che si prende cura di lui, sono uno spazio ed un tempo sufficienti per sperimentare le proprie possibilità autonome di apprendimento!”

4.E.

 L’INCLUSIVITA’

“La persona malata o disabile, proprio a partire dalla sua fragilità, dal suo limite, può diventare testimone dell'incontro: l'incontro con Gesù, che apre alla vita e alla fede, e l'incontro con gli altri, con la comunità.”

Papa Francesco

La nostra scuola dell’infanzia si propone come luogo di inclusione per garantire il successo formativo di ciascun alunno, intendendo avviare un percorso volto alla valorizzazione delle differenze, quali bambini di etnie e culture differenti, bambini con bisogni speciali e bambini con disabilità specifiche.

La scuola garantisce per l’alunno forme di didattica individualizzata che vanno da semplici interventi di recupero-sostegno-integrazione degli apprendimenti alla costruzione di un piano educativo, che trovi momenti di condivisione tra le abilità possedute dall’alunno in difficoltà e gli obiettivi propri della progettazione curricolare, non dimenticandosi l’importanza di relazionarsi con amore, in modo da far sentire i bambini esseri unici, speciali ed importanti, non solo nel contesto scolastico, ma anche al di fuori. La nostra scuola, infatti, vuole infondere autostima, dando ai bambini gli strumenti necessari, per poter superare frustrazioni e ostacoli, in modo che essi siano orgogliosi dei progressi fatti e consapevoli che le loro diversità e disabilità sono un punto di forza, necessario per sentirsi a proprio agio nella società.

Obiettivi

Gli obiettivi didattici ed educativi, in generale, che la nostra scuola intende perseguire sono:

·         socializzazione: la scuola ha il compito di pianificare e realizzare il percorso educativo all’interno di un contesto sociale che promuove ed incentivi le relazioni;

·         integrazione: non è “mettere dentro o accanto”, ma far sì che intenzionalmente la progettazione si integri in modo tale da facilitare il funzionamento di tutte le parti coinvolte nel rapporto educativo del diversamente abile o del bimbo di etnia diversa, come un mosaico che si compine e si completa;

·         valorizzare le differenze: inclusione, integrazione, socializzazione, consapevolezza di sé e acquisizione delle competenze necessarie, sia nella vita quotidiana che nella formazione di una personalità, in grado di raggiungere il massimo dell’autonomia e dell’autostima;

·         accoglienza: non solo del bambino, ma anche dell’intero nucleo familiare, coinvolgendo le famiglie attivamente in esperienze di interscambio interculturale (feste, scambi di cibo, letture, giochi, ecc.…), sottolineando ogni specificità etnica, valorizzandola e facendola conoscere al resto dei bambini, di modo che ognuno abbia consapevolezza della propria appartenenza culturale, ma sentendosi comunque parte integrante della cultura accogliente.

Nello specifico:

- promuovere l’educazione all’altruismo, al rispetto, al dialogo, alla comprensione, alla solidarietà, alla cooperazione, all’amicizia, all’uguaglianza, alla pace verso tutte le persone e tutte le culture;

- sviluppare la consapevolezza della diversità come “valore” da vivere e da condividere;

- promuovere la formazione della persona nel rispetto della propria individualità;

- promuovere lo sviluppo di abilità sociali che consentano l’interazione con l’altro;

- promuovere l’inclusione sociale e scolastica di ciascun bambino;

- migliorare il livello di autonomia dei bambini;

- migliorare la motivazione all’apprendimento;

- recuperare e consolidare le abilità di comunicazione;

- promuovere, nei bambini, l'acquisizione di una maggiore consapevolezza di sé, per aumentare l’autostima e instaurare un adeguato rapporto con il gruppo dei pari e con gli adulti;

- recuperare e potenziare le abilità nei vari ambiti;

- favorire i processi di attenzione e di concentrazione.

La scuola dovrà fornire materiale specifico e attrezzature atte a facilitare il percorso di apprendimento dei bambini e promuovere una formazione adeguata alle insegnanti per integrare e diversificare le strategie d’insegnamento già utilizzate, adattandole ai bisogni specifici di ogni bambino.

Metodi e strategie

Il metodo inclusivo della nostra scuola comporta il superamento della visione della didattica di tipo tradizionale, che prevedeva la realizzazione di un processo di insegnamento-apprendimento uguale per tutti, in cui si insegnava a tutti con lo stesso metodo e si assegnava a tutti il medesimo tempo. Oggigiorno, invece, si intendono attuare nuovi principi pedagogici per valorizzare l’individualizzazione e la personalizzazione dei percorsi didattici, adottando strategie e metodologie appropriate come attività svolte in piccolo gruppo collaborativo, attività laboratoriali, momenti di insegnamento individualizzati e utilizzo di materiali di apprendimento adattabili.

Quindi, la metodologia adottata dalla scuola è studiata e mirata per fare in modo che il bambino esprima liberamente il proprio carattere, potenzialità e competenze, con l’obiettivo di favorire autostima e relazione.

Inoltre, nella formulazione del P.E.I. partecipano le insegnanti di sostegno, la coordinatrice didattica, la coordinatrice pedagogica e le insegnanti di sezione.

Spazio e organizzazione del tempo

Per quanto riguarda lo spazio, esso parla del bambino e risponde ai bisogni di lavoro, gioco, movimento, intimità e relazione.

I materiali presenti negli spazi strutturati sia interni che esterni inviano segnali coerenti con le attività che in quello spazio vengono svolte.

Rispetto all’organizzazione del tempo le routine favoriscono l’acquisizione della scansione temporale degli eventi ed aiutano il bambino ad organizzare le proprie esperienze con sicurezza ed autonomia.

Procedure d’intervento, verifica e valutazione

Il bambino è costantemente monitorato attraverso osservazioni più o meno strutturate. Grazie a un confronto generale e attivo le insegnanti di sostegno, insieme all’intero team docente, la coordinatrice didattica e la coordinatrice pedagogica studiano l’iter più adatto e seguono un percorso formativo ben mirato, che in casi specifici prevede incontri con esperti A.S.L., per poter fare osservazioni sui punti di forza e di debolezza, trovando così strategie adeguate, in modo da conseguire risultati sostanzialmente positivi.

4.F.

LA NARRAZIONE

" Perché una storia riesca realmente a catturare l'attenzione del bambino, deve divertirlo e suscitare la sua curiosità. Ma per poterne arricchire la vita, deve stimolare la sua immaginazione, aiutarlo a sviluppare il suo intelletto e chiarire le sue emozioni, armonizzarsi con le sue ansie e aspirazioni, riconoscere appieno le sue difficoltà e nel contempo suggerire soluzioni ai problemi che lo affliggono... promuovere la sua fiducia in sé stesso e nel futuro”. (Bruno Bettelheim)

La narrazione occupa grande spazio del nostro agire educativo con i bambini, perché tutto è narrabile quando si vuole costruire un percorso di emozioni, d ' identità, di socialità, di apprendimento. Gli eventi stessi, accaduti a scuola si rinarrano per fissare " attimi" e per rivivere con il pensiero qualcosa che ha avuto valore.

Ovviamente il libro acquista in quest' ottica di sensibilità per il narrato, una valenza fondamentale: libri da sfogliare, da leggere in grande gruppo o in piccolo gruppo, libri belli e di qualità, libri scritti dalla stessa insegnante (come nel caso di quest’ anno). L' oralità si alterna alla lettura vera e propria, perché le maestre padroneggiano conoscenze personali e un bagaglio di vissuti narrativi, utili da utilizzare nei momenti più delicati. Ad esempio prima del riposino pomeridiano, quando con leggerezza si sussurra una breve fiaba e si rielaborano le ore trascorse al mattino, dando loro un tocco magico e fiabesco. La parola letta o pronunciata cattura emotivamente e intellettualmente, apre spiragli e possibilità, scarica tensioni, chiarisce e incuriosisce, arricchisce la gamma valoriale a cui fare riferimento.

Anche le narrazioni attorno alla vita di Gesù entrano in scena attraverso il Vangelo, la bibbia e le parabole proprio per il loro valore arcaico e fondante rispetto alla nostra tradizione culturale e religiosa.

La gratuità della lettura infonde nei bambini la certezza della presenza buona e accogliente della maestra, che leggendo li conduce verso sentieri di crescita sempre nuovi e vicini ai loro bisogni più immediati. Le scelte narrative infatti sono sempre ponderate e mirate al rispetto del bambino, che in questa dimensione del fare educativo si deve trovare affascinato e considerato nel suo essere bambino. Ciò non esclude banalizzazioni o ammiccamenti verso l’infanzia, ma enorme rispetto per la sua persona in divenire, per le intelligenze multiple di cui è composto.

Ci si innamora di santi, paesaggi, personaggi fantastici o reali quotidianamente, tanto da farli diventare "presenze " cui far riferimento per un intero anno scolastico e oltre. Questo il potere della narrazione, potere buono e sempre a disposizione per un’equipe educativa attenta alla spiritualità e all' arricchimento lessicale dei propri bambini.

A tal proposito curiamo eventi che promuovano il leggere oltre che a scuola anche a casa: aderendo all' iniziativa ministeriale " io leggo perché.

In ultimo sottolineano l’investimento continuo e attento che la scuola puntualmente compie per ampliare il proprio patrimonio librario: deposito favoloso cui attingere nelle ore scolastiche o per autoformarsi in previsione di narrazioni ad hoc (i libri vengono sanificati dopo l’uso.

La ricchezza del mondo interiore dei bambini ha bisogno di essere nutrita di parole e immagini incantevoli e profonde. Le maestre desiderano leggere ai propri bambini qualcosa di speciale. Il cerchio si è costituito quindi! Che abbia inizio la storia...

4.G.

EDUCARE ALL’ARTE: EDUCARE ALLA VITA

La mente si accompagna alla mano e al corpo nella realizzazione del proprio sapere e della propria identità.

Ciò che più di tutto vogliamo donare ai nostri bambini è un cammino denso di positività culturale che ci permetta di consegnare ad ognuno di loro l’esperienza a contatto con la realtà.

L’esperienza per noi parte dal contatto con le COSE SEMPLICI e BELLE DEL MONDO, capaci di affascinare, fare muovere e portare i loro occhi e il loro cuore: “più in là!”

Attraverso l’arte vogliamo rendere affascinante e stimolante l’incontro tra i bambini e la realtà, tra i bambini e i colori, tra i bambini e le forme, tra i bambini e le immagini per un rapporto sempre più immediato con la concretezza delle cose.

Le proposte che offriremo ai bambini saranno un pretesto per GIOCARE, CREARE ed INVENTARE, non ci preoccuperemo come afferma Bruno Munari di cercare di capire o spiegare che cos’è l’arte ma solo di farla vivere al bambino e renderla autentica.

Non saremo tese a comprendere i contenuti che essa vuole esprimere ma cercheremo di estrapolare da essa tutti gli elementi che possono essere utilizzati dai bambini per fare esperienza creativa. I grandi artisti che la storia ci ha lasciato suscitano emozioni diverse in ognuno di noi, la visita ai musei ed esposizioni insieme ai laboratori didattici pensati ad hoc per i nostri bambini ci aiuteranno nella scoperta del sé e del mondo che ci circonda e della bellezza del creato.

Ci muoveranno lo stupore, la meraviglia e l’emozione, il saper ascoltare quella voce che esce dalle opere d’arte ammirate e il saper ascoltare ciò che a loro suscita l’osservazione e non la preoccupazione del bel disegno come prodotto finale. La pittura, la manipolazione, la sonorizzazione, la gestualità, l’utilizzo del corpo saranno il fondamento su cui costruire i processi di apprendimento.

La mente si accompagna alla mano e al corpo nella realizzazione del proprio sapere e della propria identità.

 “La bellezza che trasmettete alle generazioni di domani sia tale da destare in essi lo stupore! Di fronte alla sacralità della vita e dell’essere umano, di fronte alle meraviglie dell’universo, l’unico atteggiamento adeguato è quello dello stupore. Dallo stupore potrà scaturire quell’entusiasmo di cui hanno bisogno gli uomini di oggi e di domani per affrontare e superare le sfide cruciali che si annunciano all’orizzonte… La bellezza è cifra del Mistero e richiamo al trascendente. È l’invito a gustare la vita e a sognare il futuro”. (Giovanni Paolo II)


EDUCARE ALL’ARTE PER NOI È:

  • responsabilità educativa (valutiamo e offriamo il meglio);
  • gusto e passione (piace e appassiona prima di tutto noi);
  • immergersi nella realtà attraverso la sensibilità di un altro che ama il mondo (imparare, leggere attraverso un codice interpretare, studiare, ampliare i punti di vista, fare confronti e parallelismi)
  • aprirsi al Mistero (memoria, tradizione, narrazione) attraverso l’arte sacra, la poesia, la musica;
  • vivere la quotidianità sperimentando valori buoni (bellezza, verità, affettività) per rendere la nostra opera giusta e vera.
  • Mirare in alto (l’artista esempio di impegno, costanza, pazienza, empatia).

“Il colore è la tastiera gli occhi sono l’armonia l’anima è il suo piano l’’artista è la mano che suona toccando le chiavi che fanno vibrare le corde dell’anima”.   Kandinskij

4.H. LA CREATIVITA’ PEDAGOGICA

Il tempo vissuto, e che stiamo ancora attraversando, chiede alla nostra scuole di progettare azioni educative e didattiche che tengano conto di fattori che riguardano una molteplicità di piani e diritti (la sicurezza, la didattica, la convivenza sociale, i bisogni speciali di alunni con disabilità o fragilità, il lavoro in team dei docenti, il dialogo con le famiglie, riorganizzazione degli spazi, investimenti in strumentazioni e nuovo personale). La scuola anche in tempo di emergenza vuole essere una scuola “vera”, cioè una scuola che non viene meno alle sue finalità; “nuova” perché abbiamo saputo ripensarsi senza rinunciare al nostro inconfondibile stile francescano, nel quadro dei valori di ispirazione cristiana. Occorre una creatività pedagogica, che possa garantire un contesto sicuro, in cui poter essere e fare scuola, innovandone modalità e prassi, sia nelle attività di sezione che in quelle di “intersezione”.

Le attività. Nel progettare le esperienze sarà importante pensare a come tutelare l’interazione immaginando e progettando attività che, anche se agite mantenendo la distanza fisica tra bambini, custodiscano la dimensione relazionale, di gruppo e di scuola.

Attività fra gruppi. Sarà importante curare la relazione “a distanza” con gli altri gruppi di bambini che sono presenti a scuola ma che non possono incontrarsi tra di loro. I bambini sanno che la scuola è abitata anche da altri compagni ed è quindi fondamentale che le insegnanti tengano conto di questo nella progettazione e che facilitino il pensiero verso l’altro. Potrebbero esserci ad esempio – sempre nel rispetto delle norme igieniche – scambi di materiali tra un gruppo e l’altro (video, foto, elaborati, audio). Un progetto avviato in un gruppo potrebbe così essere integrato da un gruppo diverso, anche attraverso lo scambio di consigli e suggerimenti.

Le attività di sezione e intersezioni quindi devono essere progettate attentamente in equipe. Sono le attività di intersezione che garantiranno ancora di più l’unità dell’equipe; fondamentale il Collegio Docenti.

4.I.

OUTDOOR EDUCATION

Outdoor education

PARTENDO DA CIO’ CHE È ESPERIBILE DAL BAMBINO……

…. ma andando oltre l’esperienza sensoriale.

“L’apprendimento avviene attraverso l’azione, l’esplorazione, il contatto con gli oggetti, la natura, l’arte, il territorio, in una dimensione ludica, da intendersi come forma tipica di relazione e di conoscenza”. (Indicazioni per il curricolo 2012)

Il mondo ci colpisce perché è potente, grandioso, bellissimo.

È prima di tutto nella natura che noi contempliamo le manifestazioni della bellezza che allietano lo spirito, danno pace e godimento interiore, evitano l’atrofia della vita emozionale, affinano il gusto, ingentiliscono l’animo, riconciliano con la vita e la fanno amare. In una parola la bellezza arricchisce la vita interiore contribuendo a suscitare in noi la meraviglia, la gratitudine, la curiosità.

Per favorire tutto ciò assecondiamo la voglia del bambino di esplorare e scoprire la realtà progettando attività che lo vedano protagonista insieme alla natura.

Il desiderio di educare all’aria aperta è nato dall’incontro formativo, svoltosi nella nostra scuola ma aperto alla cittadinanza, con il professore Roberto Farné ( ordinario presso il Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita all’ Università di Bologna) nel settembre 2017, in cui il professore ha orientato insegnanti e genitori verso una valorizzazione dello star fuori e del concepire l’ambiente esterno come luogo privilegiato per le esperienze, per la formazione, per l’educazione della persona e del suo apprendimento.

Inoltre, la partecipazione di alcune insegnanti ai corsi di aggiornamento “Outdoor education 1° e 2° livello” (organizzato dalla Fism di Forlì – Cesena) e

"Come favorire l'educazione e la crescita dei bambini negli spazi esterni: il coordinatore pedagogico in natura " (presso la Borsa di Bo di Bologna), sugli aspetti psico-pedagogici, didattici ed ecologici delle attività all’aria aperta, ha stimolato l’equipe a dare sempre più rilievo allo spazio esterno della scuola e a riprogettare giochi ed esperienze a contatto diretto con l’ambiente.

Sappiamo che il mondo dei fenomeni naturali, nella sua inesauribile varietà e bellezza, permette ai bambini di esplorare compiendo azioni concrete tipiche dello scienziato: osservare, toccare, annusare, per riconoscere le parti più significative delle piante (o insetti, animali). L’impatto con la varietà della natura suscita meraviglia e curiosità. La meraviglia è un sentimento di stupore tipica degli artisti e degli scienziati. Lo stupore genera quella che Einstein chiama “la sacra curiosità”: questa è responsabilità di noi adulti.

Infatti, il compito della scuola è sostenere, potenziare e dare soddisfazione a questo desiderio, in un percorso scientifico a livello elementare che deve partire dalla conoscenza sensoriale per andare via via oltre i sensi, usando piccoli strumenti concettuali ( confronti qualitativi e quantitativi, ordine temporale, misurazioni .. ), che permettono: di dedicare tempo al pensiero dialogando, operando, ragionando insieme; di dare ai bambini la possibilità di passare dall’osservazione a un processo di riflessione, di comprensione e di interiorizzazione.

Nell’ambiente naturale, che assume valenza di aula didattica, il bambino partecipa ad una grande esperienza concreta e sensoriale e apprende le prime azioni del fare scienza, partendo dall’osservazione (dal guardare al vedere: mettere a fuoco un particolare senza perdere il contesto che dà senso a ciò che si vede: dal vedere all’osservare: il particolare osservato è colto come indizio di una ricchezza di contesto da svelare).

L’Outdoor Education permette di: osservare con meraviglia ed esplorare con curiosità il mondo, riconosciuto dai cristiani e da tanti uomini religiosi come dono di Dio creatore, per sviluppare sentimenti di responsabilità nei confronti della realtà, abitandola con fiducia e speranza; porre le basi del pensiero scientifico con le esperienze a contatto con le piante , gli alberi e i fiori; imparare ad amare e rispettare l’ambiente naturale; trasformare le sensazioni che il bambino vive all’esterno in parole ed immagini; esprimere e potenziare le competenze emotive, affettive, sociali, espressive, creative e senso motorie; Utilizzare l’orto per riconnettere i bambini con le origini del cibo e della vita; riconoscere l’importanza dei rapporti intergenerazionali che legano i bambini agli adulti ( maestre, nonni , cuoche) grazie al loro sapere teorico e pratico; raggiungere la condivisione di un progetto metodologico, didattico ed educativo finalizzato ad una pratica inclusiva     ( aperto ai 2,3,4,5 anni).

4.L.

 IL GESTO GRAFICO

Il gesto grafico è graffio di luce”

(Roland Barthes)

“L’educazione del gesto grafico è paragonabile a una strada in mezzo al bosco. Se il bambino non ha nessun tracciato da seguire, egli è costretto a cercare da solo di farsi largo tra piante e arbusti, col rischio di non trovare la strada più breve e facile per attraversare il bosco … Se invece gli viene indicata la via già tracciata, naturalmente egli dovrà comunque faticare e dovrà percorrerla più volte, tuttavia arriverà a destinazione senza perdersi nel bosco.”   (A. Venturelli)

Per scrivere a mano occorre in primo luogo eseguire un gesto: il gesto grafico che è lo strumento che dobbiamo insegnare a gestire. Studi recenti confermano che ci sono sempre più bambini che arrivano alla scuola primaria incapaci di apprendere a scrivere perché non hanno avuto una corretta educazione del gesto. Per potere lavorare su questo significa che l’insegnante deve fare sviluppare accuratamente nei bambini le abilità motorie nella fase dello sviluppo infantile, promuovere un corretto equilibrio posturale e una presa funzionale dello strumento grafico, ai fini del successivo apprendimento della scrittura. La Dott.ssa Alessandra Venturelli, pedagogista e rieducatrice della scrittura insegna che è compito della scuola dell’infanzia aiutare a trasmettere ai bambini la consapevolezza prima corporea e poi concettuale del gesto grafico e che deve realizzare un percorso che offra attività di educazione su questo. Per usare un’immagine evidente, afferma che essa è paragonabile ad una strada in mezzo al bosco. Se il bambino non ha nessun tracciato da seguire, egli è costretto a cercare da solo di farsi largo tra piante e arbusti, col rischio di non trovare la strada più breve e facile per attraversare il bosco, e quindi con grande e inutile spreco d’energie. Se, invece, gli viene indicata la via già tracciata più semplice e battuta, naturalmente egli dovrà comunque faticare per percorrere quella strada e dovrà ripercorrerla più volte per compiere il tragitto in modo sempre più sicuro e spedito. Tuttavia, il suo compito sarà facilitato ed egli arriverà sicuramente a destinazione nel miglior modo possibile, senza perdersi nel bosco.

Seguendo il suo metodo cominciamo già all’età di 3 anni ad osservare l’impugnatura dei bambini facendo attività per stimolare la manualità (pasta di sale, pongo, lavarsi e asciugarsi le mani, usare le forbici). Lavoriamo sulla strutturazione dello schema corporeo attraverso molteplici esperienze vissute e percepite dal bambino perché è uno dei prerequisiti all’apprendimento della scrittura e della lettura. Limitiamo ma non eliminiamo l’utilizzo dei pennarelli grossi che danno molta soddisfazione ma sono troppo grandi e pesanti e i bambini per sorreggerli usano contemporaneamente molte dita esercitando quindi prensioni poco funzionali. Favoriamo l’uso dei colori a dita e degli acquerelli. Presenteremo inoltre ai bambini giochi stimolanti per imparare ad eseguire tracciati grafici di crescente difficoltà, dal punto alle linee dritte, verticali e orizzontali, semplici e combinate nella croce, fino ad approdare alla forma del cerchio.

A 4 anni chiediamo ai bambini di eseguire tracciati prima vissuti col corpo e poi in piedi in posizione verticale e successivamente in posizione orizzontale. Usiamo la lavagna con i gessi per fare tracciati e poi stando seduti iniziamo a lavorare sulla presa della matita. Chiediamo ai bambini di disegnare in verticale per imparare ad usare le prime tre dita della mano, di “fare le cose in grande”, su lavagne, cartelloni, stimolando anche il movimento del braccio. Una volta che il bambino, anno dopo anno, ha sperimentato tutto ciò si prepara ad usare il gesto grafico che prepara alla scrittura in previsione della scuola primaria compiendo attività preparatorie coinvolgenti di tipo psicomotorio, percettivo e grafo – motorio, basate su un approccio prevalentemente ludico. I bambini utilizzeranno il libro “Disegno e lascio il segno”.

 L’insegnante predispone per i bambini dei 5 anni giochi per favorire la distensione e la dissociazione motoria, per facilitare la postura e la pressione dello strumento grafico, per affinare la manualità fine, per stimolare l’attenzione e la logica e attività mirate alla coordinazione oculo-manuale, alla comprensione (di storie, significati, consegne e richieste), alla comunicazione (dei propri vissuti, dei propri bisogni, delle esperienze e degli avvisi delle maestre) e alla consapevolezza (di ciò che gli viene richiesto e di ciò che fanno). I bambini si esercitano con le prime schede di pregrafismo che devono avere segni distinti, quadrati, triangoli, cerchi, svolgono attività pittografiche, di percezione spaziale, ritaglio, esercizi sulla lateralizzazione per riconoscere la mano più abile per scrivere e costruiscono le prime fondamentali competenze sul contare oggetti e/o eventi, con i gesti dell’indicare, del togliere e dell’aggiungere. Si avviano alla conoscenza delle lettere, delle parole, del numero (per “fare amicizia” con la lettura, la scrittura e la matematica) e della struttura delle prime operazioni, suddividono in parti i materiali a loro disposizione, avviando i primi processi d’astrazione, scoprono concetti e forme geometriche, riconoscono e ne individuano le proprietà. Il rispetto che dobbiamo all’intelligenza dei nostri bambini esige che siano messi a contatto con il meglio della produzione che l’umanità è riuscita a creare, anche perché la loro prima impressione sulla lettura e sulla scrittura e sulla preparazione alla scuola influenzeranno lo sviluppo successivo del loro gusto e del loro talento.

Attraverso gli esercizi di grafica si lavora sulla motricità fine, sulla funzionalità della mano e, contemporaneamente, sull’organizzazione mentale…il bambino non copia le forme, ma le elabora mentalmente”. “Nel disegnare sul foglio il bambino fa riferimento ad un tracciato immaginativo interno frutto di una rappresentazione mentale: le esercitazioni su schede prestampate non giovano…la forma grafica deve essere ricreata con la fantasia immaginativa del bambino, meglio se sperimentata attraverso il corpo” (Linee guida del Ministero luglio 2012)

“La lettura rende l’uomo completo, il dialogo lo rende pronto, la scrittura preciso” (Francesco Bacone)

In particolare, nelle sezioni dei quattro e cinque anni, verranno utilizzati rispettivamente i seguenti libri: “Disegno e lascio il segno” è Iridino”. Le attività proposte nei libri, che favoriranno lo sviluppo delle competenze grafo motorie, sono presentate in forma ludica e dedicate sia all’ambito logico – matematico che a quello relativo al codice scritto.

Inoltre verranno utilizzati, per i bambini di 3,4 e 5 anni i libri della dottoressa Venturelli “Alla conquista della scrittura”.

CAPITOLO 5

IL VALORE DELLA FAMIGLIA

Papa Francesco ci ricorda: “La famiglia è il luogo dove si impara ad amare, il centro naturale della vita umana. È fatta di volti, di persone che si amano, dialogano, si sacrificano per gli altri e difendono la vita, soprattutto quella più fragile, più debole. La famiglia è il motore del mondo e della storia ed è il luogo dove riceviamo il nome, è il luogo degli affetti, lo spazio dell'intimità, dove si apprende l'arte del dialogo e della comunicazione interpersonale”

Tutto ciò che facciamo per accogliere un bambino nasce da un rispetto, da una stima, da un affetto che investe, ancor prima di lui la sua famiglia.

L’accoglienza dei bambini e delle loro famiglie è la dimensione educativa del nostro fare scuola; è un modo di essere e di intraprendere una relazione; è aprire le braccia come segno tangibile della nostra presenza, ma soprattutto aprire il cuore come una promessa che si rinnova ogni giorno.

La strada che ci appare come “maestra” è quella del consolidamento e del potenziamento di un’alleanza con la famiglia, fondata su uno sguardo profondo, accogliente e partecipe.

Durante l’anno abbiamo sempre proposto momenti di incontro con le famiglie per renderle consapevoli della loro responsabilità educativa invitando esperti per serate formative, organizzando pomeriggi di gioco con i papà, organizzando feste e laboratori creativi con i nonni, purtroppo quest’anno tutte queste belle esperienze non sarà possibile viverle insieme.

Considerando il periodo anomalo che stiamo vivendo, a causa dell’emergenza sanitaria, riteniamo fondamentale interrogarci sulle modalità più adeguate per garantire sempre, come siamo solite fare, uno “scambio con le famiglie” caratterizzato da una comunicazione chiara e funzionale.

Il dialogo con le famiglie e il confronto con esse avverrà in modo diverso, utilizzeremo i canali social (Facebook e il sito internet della scuola) e anche le chat di classe nelle quali pubblicheremo le attività didattiche svolte dai bambini e comunicazioni importanti riguardanti la loro educazione. Periodicamente informeremo i genitori sul percorso che stiamo vivendo scrivendo lettere che invieremo in modalità telematica attraverso l’uso delle e-mail.

Le riunioni di sezione, pensate salvaguardando la salute di tutti, all’aperto o in locali ampi e ariosi, sono finalizzate alla partecipazione, alla corresponsabilità, alle scelte educative, ad aiutare i genitori a riscoprire la propria storia e le proprie radici da trasmettere ai figli.

I bambini hanno bisogno di una rete educativa che li orienti e li sostenga lungo il percorso, una rete fatta di alleanze, oggi, più forte che mai, e di competenze complementari sempre in dialogo tra loro.

Le insegnanti oltre a comunicare il progetto educativo, sono disponibili al dialogo, al confronto con i genitori per affrontare insieme le nuove sfide educative.

La valorizzazione di ogni bambino è per le insegnanti davvero importante, ogni anno per questo proponiamo ad ognuno di loro un momento di gioia e di condivisione festeggiando a scuola il loro compleanno. Quest’anno viene organizzata una giornata “speciale” con cadenza mensile in cui tutti insieme maestre e bambini in sezione festeggiano i compleanni del mese in corso.

Da qualche anno è stato attivato il sito internet della scuola creato da alcuni genitori in collaborazione con le insegnanti, un’occasione per far conoscere a tutti la nostra realtà educativa. Grazie al social network Facebook le nostre iniziative e proposte educative sono più visibili e condivisibili. Inoltre è nata l’Associazione “Il Cantico” un’associazione di promozione sociale di genitori, finalizzata a dare sostegno alla Scuola dell’Infanzia Suore Francescane di Forlì. Fine principale è quello di mettere a disposizione servizi e risorse, sostenendo progetti annuali ed attività complementari a quelle gestite direttamente dalla scuola, promuovere lo sviluppo in collaborazione con le istituzioni e il corpo docente, di progetti per la crescita della scuola.

L’Associazione crea “cultura, opinione e progetti”, promuove dibattiti, convegni, seminari, ricerca opportunità e risorse negli ambiti del Sociale, delle missioni delle Suore Francescane in Madagascar e in Paraguay, del tempo libero, del lavoro, della scuola, della famiglia, collabora con enti pubblici e privati, istituti, associazioni, cooperative; promuove formazione, informazione, iniziative di scambio con istituzioni competenti, costruisce un dialogo di collaborazione con tutte le persone che vogliono lasciarsi interessare a questi temi così “vivi” e “forti”, coloro che hanno voglia di mettersi in gioco!

Papa Francesco afferma “senza comunicazione frequente e senza fiducia reciproca non si costruisce comunità e senza comunità non si riesce ad educare”.

 “La scuola non può educare se non a partire dalla famiglia.” (Mons. Bruno Fasari)

“La famiglia resta ed è il primo luogo di educazione, perché è un tempo e un luogo di relazione, è un vivere insieme, un vivere per e un vivere insieme con storia.” (Don Carlino Panzeri)

“È nella famiglia che ciascuno di noi ha mosso i primi passi nella vita.

Lì abbiamo imparato a convivere in armonia, a controllare i nostri istinti egoistici, a riconciliare le diversità e soprattutto a discernere e ricercare quei valori che danno autentico significato e pienezza alla vita.” (Papa Francesco)

 “I bambini giungono alla scuola dell’infanzia con una storia…le famiglie sono il contesto più influente per lo sviluppo cognitivo dei bambini. Nella diversità i stili di vita, di culture, di scelte etiche e religiose esse sono portatrici di risorse che devono essere valorizzate nella scuola per far crescere una solida rete di scambi comunicativi e di responsabilità condivise”. (Indicazioni Nazionali 2012)

CAP. 6

PROGETTO DI MIGLIORAMENTO

Potenziamento della didattica outdoor education in emergenza sanitaria.

La disponibilità di spazi interni ed esterni ha permesso di poter riaprire la struttura scolastica, ma la necessità di dover ottemperare alle vigenti norme anti-covid19 per la sicurezza di bambini ed adulti ha richiesto l’acquisto di materiali, di attrezzature per migliorare la didattica all’aperto (giochi e attrezzature, fioriere per la suddivisione delle aree, serre per contenere materiali e l’occorrente per la vita all’aperto).

CAPITOLO 7: LA CONTINUITA’

7.A. CONTINUITA’ VERTICALE

Continuità verticale con la scuola primaria e...

I bambini di 5 anni nel corso dell'anno scolastico sono soliti recarsi in visita in alcune scuole primarie che andranno a frequentare il prossimo anno e ad essere coinvolti in attività promosse dagli alunni e dalle relative maestre delle classi quinte delle scuole accoglienti. A causa del covid19 le linee guida a cui ci riferiamo ci consigliano che non è possibile fare questo. Cercheremo con le insegnanti delle primarie strategie per fare conoscere ai nostri bambini le varie scuole che li accoglieranno per facilitare il passaggio nell'intraprendere un altro cammino della loro vita.

Nel mese di giugno si svolgerà un momento di confronto e di passaggio di informazioni tra le insegnanti dei bambini dei 5 anni e le future maestre della scuola primaria. Questo anno vedremo che metodo poter adottare per fare vedere loro gli elaborati di ogni singolo bambino accompagnati da una descrizione del percorso di crescita. Alle famiglie verrà consegnato il materiale pubblicitario degli Open Day delle scuole primarie della nostra città.

…L'asilo nido

si provvederà tramite foto, video, informazioni una visita virtuale per far conoscere la nostra scuola alle famiglie degli iscritti. Nel mese di maggio sono previsti momenti di confronto e di passaggio di informazioni tra le insegnanti della nostra scuola e le educatrici dei nidi da cui provengono i nuovi bambini iscritti alla nostra Prima sezione per l'anno successivo.

7.B.

CONTINUITA’ ORIZZONTALE CON IL TERRITORIO

Nella continuità orizzontale sono coinvolte la famiglia le associazioni e il territorio. Questo anno causa covid19 le linee guida per la prevenzione e la sicurezza non ci permettono di aderire al progetto di psicomotricità e di acquaticità con l'Associazione il Salto, di visitare le biblioteche pubbliche della nostra città che sono un patrimonio comune e di collaborare con la nostra parrocchia di appartenenza, Basilica di S. Mercuriale, che ci ospita in alcuni periodi dell'anno.

Per non disperdere tutto il patrimonio delle nostra realtà, le maestre dei 5 anni hanno pensato di continuare il bellissimo cammino iniziato lo scorso anno nel visitare la nostra bella città continuando a scoprire la sua bellezza. I bambini nel recarsi in visita indosseranno la mascherina.

CAPITOLO 8

DOCUMENTAZIONE,

OSSERVAZIONE,

VALUTAZIONE E VERIFICA

La documentazione rappresenta per noi una traccia, una memoria di eventi considerati significativi, situazioni, stili educativi, scelte effettuate: è testimonianza di come si era, di ciò che è accaduto, di ciò che è stato fatto. Essa aiuta a ricordare a distanza, a riconoscere il divenire del tempo, ad individuare, nelle tracce del passato, le linee per il futuro. La nostra equipe considera la documentazione un prezioso strumento per la qualità dell’azione educativa, in quanto essa serve per rendere visibile il progetto educativo alle famiglie, consentire la riflessione ed il confronto in equipe, rafforzare la continuità, stimolare la meta cognizione del bambino, che è il protagonista attivo della documentazione. Essa è utile all’insegnante perché comunicando la propria intenzionalità esprime la necessità di chiarire bene i propri scopi più profondi, così come i percorsi che si intendono attivare. Inoltre è un valido strumento per mettere a fuoco i problemi che si presentano nelle situazioni educative. Il “fare scuola” diviene così molto di più frutto di una riflessione su ciò che si farà, sulle dinamiche che intercorrono mentre si sta svolgendo una determinata attività, è un’analisi / verifica a distanza di ciò che si è appena concluso. La documentazione è rivolta ai bambini e racconta la loro storia, le loro “passi”, le loro azioni, il loro sviluppo, dà valore e significato alle scoperte emotive, cognitive, relazionali, ai processi di apprendimento e ai passi di crescita. La documentazione è rivolta inoltre ai genitori: è un modo per creare un “ponte” forte e costante tra casa e scuola e predisporre le premesse per un rapporto costruttivo e proficuo con i genitori. Tutto questo assume la forma di: fascicolo personale corredato da disegni, immagini e fotografie, verbalizzazioni personali, stesura di conversazioni del gruppo. Sono importanti anche i cartelloni, le videoregistrazioni, gli elaborati, le lettere ai genitori, il diario di bordo e la scrittura delle progettazioni da parte dell’equipe docente. Alcune sezioni tengono il quadernone scuola-famiglia.   La documentazione è rivolta anche al contesto sociale e culturale per conservare la memoria della scuola (Dvd e il CD di fotografie, cartelloni, elaborati, fascicolo personale, Presepe).

L’osservazione ci consente di ottenere un’approfondita conoscenza del livello di sviluppo e dei bisogni del bambino/a, dei processi evolutivi in atto e di quali debbano essere stimolati. Noi insegnanti usiamo l’osservazione sistematica che è guidata da uno specifico obiettivo conoscitivo, implica delle procedure particolari e necessita dell’utilizzo di alcune tecniche per registrare ciò che è stato osservato è l’osservazione occasionale. Le nostre osservazioni mirate sono documentate nei quaderni delle insegnanti, ci permettono di cogliere informazioni sia sul comportamento del bambino che del gruppo, sia sull’efficacia dell’assetto organizzativo che delle attività didattiche. Osservando in modo competente possiamo cogliere, sia l’aspetto imprevisto della vita scolastica, sia la specificità delle competenze e dei comportamenti dei bambini. Noi insegnanti ci confrontiamo sui diversi modi di essere dei bambini, le loro diverse risposte ai nostri input educativi, i loro processi di apprendimento e di sviluppo, le loro potenzialità e la loro emotività. Nei casi di bambini con bisogni speciali usiamo le griglie osservative LAP.

La valutazione è il procedimento che individua gli aspetti che devono essere migliorati nella nostra realtà educativa, assicura ai bambini il raggiungimento degli obiettivi curricolari, dà informazioni sull’idoneità delle strategie utilizzate nel corso del processo insegnamento/apprendimento. Valutare il bambino è per noi valorizzare il sapere di cui è portatore, fornire contesti didattici adeguati, un’organizzazione flessibile e collaborativa.   Inoltre la valutazione può essere formativa, in quanto ha lo scopo di fornirci informazioni utili per modificare, se necessario, l’itinerario didattico, in particolar modo a partire dalle consegne date dalla coordinatrice pedagogica negli incontri formativi in rete. Intendiamo per valutazione un giudizio utile a orientare il nostro percorso formativo, composto essenzialmente da osservazioni ed elementi informativi; essa esplica inoltre la funzione diagnostica (di monitoraggio) e autoriflessiva (non valutiamo solo il lavoro svolto dai bambini ma anche il nostro agire formativo in qualità di insegnanti). Infine la valutazione viene intesa da noi come bilancio critico e stimolo di miglioramento continuo, da accompagnare, in un rapporto di interdipendenza, con la cura della documentazione, che a sua volta produce tracce, memoria, riflessione: utili per valutare, appunto, i progressi dell’apprendimento.

L’autovalutazione per noi insegnanti, è un momento di riflessione in varie direzioni: la nostra professionalità, il nostro agire educativo, l’unità dell’equipe, lo sguardo sui bambini nella ricerca della metodologia educativa più adeguata, la condivisione delle difficoltà e delle soddisfazioni per aprirsi ad una collegialità che consenta una continua collaborazione, la relazione con le famiglie attraverso la compilazione di questionari sulla qualità della scuola. In alcuni momenti dell’anno, durante l’equipe la coordinatrice o il gestore invitano le insegnanti alla riflessione partendo dalla lettura di un testo / preghiera / Enciclica del Papa / lettera della coordinatrice per incoraggiare l’autovalutazione, porre attenzione sulla responsabilità o sull’organizzazione del lavoro già svolto.

L’autovalutazione passa anche attraverso il confronto e la riflessione in equipe, con le altre insegnanti FISM e con la coordinatrice pedagogica.

La Verifica  per noi è la riflessione su quanto le attività che proponiamo siano state concretamente utili a noi insegnanti e ai nostri bambini: ci domandiamo: “È stata un’effettiva esperienza di condivisione per tutti? Che cosa mi ha dato? Che cosa ha dato ai nostri bambini e ai loro genitori? Si è creata un’opportunità nuova per generare legami significativi?”

Per capirlo chiediamo agli interessati, li osserviamo e cerchiamo di vedere nella loro vita che cosa è cambiato. Oltre a questo riflettiamo su cosa è cambiato in noi insegnanti, su quale coscienza è maturata nel nostro lavoro.

La verifica ci aiuta a capire se veramente abbiamo costruito “intelaiature unitarie”, data la preminenza da noi accordata all’unicità della persona e all’unitarietà dell’esperienza dei bambini, che nella “loro” scuola hanno il diritto di trovare proposte educative pensate e attuate per la loro crescita.

La verifica con i bambini avviene attraverso la conversazione in circle-time e in piccolo gruppo, le verbalizzazioni individuali e gli elaborati grafici.

È fondamentale Il dialogo quotidiano con la collega di sezione per autovalutarsi e migliorare il proprio modo di stare con i bambini. Questo momento è utile per riflettere sulle aspettative, sugli imprevisti che si sono verificati, sulle modifiche da apportare al percorso, sul raggiungimento dei traguardi di competenza. All’occorrenza e almeno una volta al mese, le insegnanti di tutte le sezioni e il gestore si incontrano per confrontarsi, riflettere e autovalutare il proprio lavoro, in quest’occasione si verifica il percorso effettuato ed, eventualmente, si mettono in atto strategie di miglioramento.

Con i genitori, in particolare con i rappresentanti del Consiglio d’Istituto verifichiamo la riuscita delle feste , dei laboratori, degli incontri formativi ,di tutte le iniziative promosse nel corso dell’anno (uscite didattiche, gite, regolamento d’Istituto, autofinanziamento ecc..).Negli incontri di sezione e nelle assemblee verifichiamo l’interesse e le aspettative di tutti i genitori, accogliendo le loro proposte, le loro critiche, i loro desideri ecc.… Anche gli incontri formativi con gli esperti, nati dai loro bisogni e dalle loro richieste, diventano occasioni di dialogo e confronto con noi insegnanti e tra genitori per dare un giudizio di merito e di efficacia.

PTOF 2019 - 2022.pdf